Clinique-clarifying-lotion-3-fasi-opinione-recensione-inci

tre fasi CLINIQUE – clarifying lotion 3 – opinione e inci

clarifyng lotion 3 Clinique – caratteristiche

    • Cos’è – La clarifying lotion 3 di Clinique è una lozione tonica esfoliante da utilizzare dopo il detergente, rivolta a pelli da normali a oleose. Fa parte di un sistema di pulizia del viso in tre fasi, nato con Clinique nel 1968, comprensivo di detergente, lozione esfoliante e crema idratante.
    • Cosa promette – Si propone come trattamento esfoliante e idratante, per una pelle più giovane, morbida e pulita.

  • Descrizione – liquido trasparente leggermente rosato, dall’odore intenso di alcool. Esistono varie formulazioni di esfoliante a seconda del tipo di pelle alla quale viene destinato, dalla versione Mild (senza numero e senza alcool) particolarmente delicata, fino alla n.4 per pelli grasse.
  • Prezzo / quantità  – 22 € confezione da 200 ml. Il prezzo sale a 35 € per il formato da 400 ml. La bottiglietta da 100 ml viene venduta negli starter kit di minisize.

image

valutazione

💛 Sufficiente – da utilizzare secondo le indicazioni riportate di seguito e scegliere qualcosa di più dermocompatibile o funzionale al prossimo acquisto.

a chi lo consiglio?

Se proprio piace, la lozione esfoliante numero 3 di Clinique può essere usata sporadicamente da chi ha una pelle davvero MOLTO grassa, senza irritazioni nè desquamazioni, tantomeno asfittica.
Una volta alla settimana in alternativa al classico scrub può essere utile a pulire la pelle grassa con imperfezioni senza “grattare”.
NO all’uso quotidiano indicato sulla confezione.

dove si compra?

Oltre allo shop ufficiale Clinique, la clarifying lotion 3 si acquista anche risparmiando:

  • Online qui  (400 ml con spedizione gratis),
  • Nella maggior parte delle profumerie

recensione d’uso

Clinique-clarifying-lotion-3-fasi-opinione-recensione-inci

Conosco questa lozione da quando, poco più che bambina, mi venne consigliata in profumeria per la mia pelle grassa e acneica. Credo di dover ancora delle sentite scuse al mio povero viso per i maltrattamenti che ha subito…

Il cotone con cui si applica questa lozione sembra sempre sporco: sono cellule e grassi protettivi che non andrebbero rimossi quotidianamente. Di norma, qualche ora dopo l’applicazione si assiste a un’impennata vertiginosa della produzione di sebo: si tratta della risposta difensiva della pelle (effetto rebound) quando viene eccessivamente sgrassata.

Sulla mia pelle particolarmente grassa e impura non ha fatto grosso danno, oltre ad essere praticamente inutile per risolvere i miei problemi, anzi, utilizzata saltuariamente sul brufoletto scoppiato, ne bloccava la proliferazione e fermava la fuoruscita di sangue. Il problema è che la massiccia dose di alcool contenuto in questa lozione esfoliante di Clinique rovina le difese cutanee: asporta infatti non solo le cellule morte, ma anche  il film idrolipidico protettivo della cute, che viene rapidamente e barbaramente eliminato. Potete immaginare da voi come un uso quotidiano possa rivelarsi disastroso (addirittura sulla confezione si consigliano una-due applicazioni al giorno!).

Insomma, con l’uso costante e smodato di un prodotto del genere anche la pelle più grassa diventerà asfittica (disidratata, sottile e contemporaneamente untuosa in superficie, in modalità di guerra difensiva).
Se avete la pelle secca già di vostro, state lontane da questo esfoliante.

Vorrei infine sfatare il mito secondo cui i prodotti delle tre fasi Clinique andrebbero rigorosamente utilizzati insieme:

  • il sapone è un detergente, serve a lavare, e ognuno in merito ha le proprie preferenze ( gel, liquido, crema, mousse, delicato, sgrassante, Cillit bang…), e Clinique non ha sicuramente inventato un nuovo tensioattivo insostituibile.
  • La crema finale “idratante drammaticamente differente” è una salsa sintetica dalle proprietà idratanti dovute alla sua occlusività. Drammatica è proprio il termine adatto, a meno che non abbiate 70 anni e la pelle più secca dell’universo. Ad oggi sono state create due alternative per pelli normali e grasse, ma insomma… la stessa Clinique fa anche altre creme viso, non fossilizzatevi lì.

analisi inci – ingredients list

Purified aqua, alcohol denat., salicylic acid, hamamelis virginiana, butylene glycol, glycerin, trehalose, sodium hyaluronate, citric acid, sodium hydroxyde, sodium EDTA, BHT, phenoxyethanol, benzophenone, CI 60730, CI15850, CI15510.

  • Bioecocompatibile? No, contiene ingredienti di sintesi potenzialmente inquinanti e non dermoaffini.
  • Certificato ecobio? No.
  • Vegan? Si.
  • Halal? Non è certificato idoneo per consumatori di fede islamica

La formula è negli anni peggiorata in aggressività.
In teoria l’attivo della clarifying lotion 3 dovrebbe essere l’acido salicilico, betaidrossiacido estratto dal salice, utilizzato per la cura delle pelli impure in quanto ottimo rigenerante della pelle: leviga, libera i pori ed è batteriostatico.
Considerando che il salicilico viene usato al massimo al 2%, la clarifying lotion risulta essere al 90% acqua purificata e alcool denaturato, solvente potente e irritante.

Non bastano di certo quelle poche gocce di idratanti e lenitivi (acqua di amamelide, glicerina, trehalose e sale sodico dell’acido ialuronico) a contrastare l’aggressività del prodotto finito.

Bene il conservante, malissimo la scelta di inserire in un prodotto così penetrante il BHT (antiossidante che può rilasciare toluene, un antibatterico che si accumula per via sistemica) e benzophenone (filtro solare interferente endocrino).

la clarifying lotion 3 non può essere considerata bioecocompatibile anche a causa della presenza di sodium EDTA, chelante che inquina mari e fauna marina solubilizzando i metalli pesanti (i quali si depositano poi negli organismi dei pesci che noi mangiamo).

Dorothy 🌸

Newsletter-iloveremunni

RESTA AGGIORNATO!


Iscriviti alla Newsletter e ricevi i nuovi post di Dorothy Danielle sulla tua mail

La tua privacy è protetta e al sicuro. NO spam.
Cincischiando-valutazione-analisi-inci-cosmetici

10 pensieri su “tre fasi CLINIQUE – clarifying lotion 3 – opinione e inci

  1. Maria Iannaccone says:

    Ciao Dorothy e grazie mille per questo esaustivo articolo. Avevo comprato il kit in ‘pieno inizio brufoli’; anche a me la lozione ha causato irritazioni, la pelle mi bruciava dopo l’utilizzo e diventava secca e poi untuosa! La crema drammatica… mi rimaneva tutta sul viso… anche se ne mettevo poche gocce. Hai ragione, è occlusiva… come mai sono state formulate a questa maniera per pelli grasse?

    • Dorothy says:

      La crema idratante è sempre stata una formulazione “per tutte le pelli”: è una crema di cosmesi tradizionale, molto sintetica e quindi non dermocompatibile e poco assorbibile, inadatta a chiunque abbia problemi di impurità.
      Le lozioni esfolianti invece aumentano in forza solvente in base a quanto è grassa la pelle a cui sono destinate, secondo il pensiero secondo cui una pelle grassa è più robusta e ha bisogno di trattamenti più forti rispetto a una pelle secca/delicata.
      Dorothy

  2. Giusi says:

    Ciao Dorothy, scusa se torno a questo vecchio articolo, ma vorrei ricollegarmi al discorso dell’uso dell’alcool denaturato nei prodotti di skin care.
    Mi sono molto incuriosita (quasi appassionata, diciamo) alla questione della skin care coreana, soprattutto per via dei principi da qui prende spunto (più cura alla pelle, meno al make-up, prevenzione dell’invecchiamento cutaneo, ecc.). Però sarò sicera, andando poi a guardare gli INCI dei singoli prodotti sono rimasta un pò delusa: la maggior parte contiene alcool o siliconi in posizione alta! Ti faccio l’esempio di una crema (o emulsione, non ricordo) solareper il viso della Biorè, con protezione spf 50, che contiene in 2° posizione l’alcool. Tantissime donne la usano tutti i giorni: è possibile che per la loro pelle la presenza massiccia di alcool non sia un problema? Non va comunque a seccare ed eventualmente invecchiare precocemente la pelle?
    Inoltre, guardando le sheet mask, molte sono piene di siliconi: ma nessuno considera la possbile occlusione dei pori (succede solo a me?)
    So che non ti occupi in specifico di questo argomento, ma dato che sei così preparata e che del tuo paramentro di giudizio mi fido, volevo togliermi questa curiosità!
    (Io intanto mi trovo benissimo con Fitocose, grazie per il consiglio!)

    • Dorothy says:

      Ciao Giusi, provo a risponderti in modo più semplice possibile:
      – non tutto l’acool è uguale. Lo so, sembra assurdo, ma ad esempio l’acool denaturato è più aggressivo del semplice alcool, il quale è molto più delicato se addirittura di origine vegetale.
      – detto ciò, un solare per il viso a base di acqua e alcool non mi piacerebbe comunque (per inciso, tutte le creme sono emulsioni 😉 ). È possibile che sul breve periodo non dia fastidio per vari motivi: magari la crema è adeguatamente surgrassata, magari è un prodotto indicato per pelli miste o grasse, e infine bisogna vedere quanto e come queste donne curano la propria pelle e quindi quali altri prodotti usano.
      È intuitivo, se si usano tanti prodotti potenzialmente aggressivi si avranno più facilmente problemi, mentre un solo prodotto potenzialmente aggressivo (per i motivi più svariati) può essere mitigato dal resto della skincare.
      Stesso discorso per l’invecchiamento precoce: bisogna vedere la skincare nell’insieme così come valutare tutta la formula di questo prodotto e non solo la presenza di alcool. Sarebbe ad esempio più interessante valutare se contiene filtri fisici o sintetici, e nel secondo caso se fotostabili.
      Le maschere di carta a base di siliconi non sono certo quelle di migliore qualità, in questi casi comunque bisogna vedere cos’altro contengono e tenere conto che non sono adatte a pelli inclini alle impurità (lo stesso problema si può comunque riscontrare con oli vegetali altrettanto occlusivi). La ratio dell’uso dei siliconi in altissime percentuali sta in altri parametri estetici (idratazione per occlusione, tocco liscio e setoso…) a mio avviso effimeri e sostituibili.

      Dorothy

  3. Giusi says:

    Ciao Dorothy, allora ti scrivo l’inci qui di seguito:

    Biore UV Aqua Rich Watery Essence Face Sunscreen SPF 50/ PA+++:Water, Alcohol, Ethylhexyl Methoxycinnamate, Lauryl Methacrylate/Sodium Methacrylate Crosspolymer, Diethylamino Hydroxybenzoyl Hexyl Benzoate, Dimethicone, Acrylates/C10-30 Acrylate Crosspolymer, Glyceryl Stearate, Agar, Polyvinyl Alcohol, Sodium Hyaluronate, Citrus Grandis, Citrus Medica Limonum, Citrus Aurantium Dulcis, Xylitol, Butylene Glycol, Propylene Glycol, Sodium Hydroxide, Potassium Hydroxide, Phenoxyethanol, Disodium EDTA, BHT, Fragrance

    Secondo te fornisce una buona protezione solare?
    Mi sono accorta che comunque anche questa crema contiene silicone… Ma in generale come ti sembra?
    Temo che la questione Korean skin care stia diventando più una questione di marketing che di vera qualità ed efficacia…
    Sei sempre gentilissima, comunque. Grazie!

    • Dorothy says:

      Ciao Giusi, l’inci che mi hai scritto presenta delle irregolarità, almeno per la normativa europea, e già questo non ci piace.
      In particolare per legge va specificato che parte della pianta si sta utilizzando e che tipolgia di sostanza abbiamo, mentre qui trovi “Citrus Grandis”, Citrus Medica Limonum” e “Citrus Aurantium Dulcis”, che sono rispettivamente pompelmo, limone e arancio dolce, senza indicazione ulteriore.
      Saranno oli essenziali della buccia? Nel caso sarebbero fotosensibili (il limone è addirittura fototossico) e in un solare proprio non devono starci.
      Saranno estratti secchi di altre parti della pianta? Non possiamo saperlo, già per questo per me è bocciato.
      Guardando poi i filtri solari, la protezione è affidata a un filtro UVB nemmeno particolarmente stabile (ethylhexyl methoxycinnamate), e ad un ottimo filtro UVA (diethylamino hydroxybenzoyl… Ecc). Niente di che. Sufficienza se non avesse il problema di prima, ma nell’insieme assolutamente inadeguata all’esposizione al sole.

      Dorothy

      • Giusi says:

        Ti ringrazio, Dorothy, non me la sentirei proprio di utilizzare un solare poco sicuro (ma allora, come possono venderlo?!?)… Per ora, quando esco e c’è il sole, metto la crema solare oil free di Fitocose (quella del Giveaway, per capirci), e alla sera il fluido alla vitamina C, sempre di Fitocose. Mi trovo bene, non ho irritazioni nè occlusioni. E poi, naturalmente, andrò a spulciare di nuovo il tuo ebook sui solari per trovare qualcosa di più protettivo per il mare o la montagna. Farai delle aggiunte/aggiornamenti quest’anno?
        Grazie mille per il tuo prezioso lavoro, buona giornata!

        • Dorothy says:

          Ciao Giusi, non è poco sicuro tanto da poter essere dannoso per la tua salute, non contiene filtri illegali nè altre sostanze proibite, semplicemente è di qualità mediamente bassa, soprattutto per quanto riguarda la protezione UVB, e potrebbe darti dei problemi secondari se non puramente estetici (macchie, protezione insufficiente e necessità di riapplicarlo più spesso) che legalmente non sono rilevanti.
          A mio avviso fanno bene negli USA, dove i solari sono considerati farmaci e pertanto devono sottostare a una normativa molto più stringente; da noi in Europa sono classificati come cosmetici e quindi vediamo un po’ di tutto.

          Riguardo all’ebook, spero di riuscire ad aggiornarlo, andrebbe fatto un totale lavoro di revisione anche delle valutazioni già presenti secondo nuovi e ulteriori parametri, lavoro che non so se ho il tempo di affrontare. Speriamo! 🙂

          Buona giornata anche a te,
          Dorothy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *