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N.5 cura dei capelli hennati – Come fare l’hennè rosso mogano – miniguida in 5 passi

L’ultimo capitolo della rubrica su come fare l’henné è dedicato alla cura dei capelli hennati, per evitare che col tempo si scuriscano troppo perdendo riflessi, o che si secchino diventando crespi.

Di fondamentale importanza, da questo punto di vista, sono gli impacchi preshampo da applicare una volta alla settimana e da tenere in posa almeno un’ora.
Una maschera per capelli fatta con gli ingredienti giusti può portare a risultati strabilianti e a una morbidezza che normalmente avremmo solo sognato.

Un impacco base è quello composto da balsamo, olio e miele; è ottimo per tutti i tipi di capelli ma risulta praticamente indispensabile per chi ha i capelli colorati con l hennè, in quanto quest’ultimo tende ad asciugare e il rischio di trovarsi con le lunghezze crespe è dietro l’angolo.
Tuttavia, sappiamo che i normali impacchi di olio sui capelli tendono a scurire la colorazione, semplicemente perché il capello assorbe l’olio fino a impregnarsi al punto da risultare più scuro e opaco.
Il rischio per i capelli hennati raddoppia se pensiamo che già con la stratificazione della lawsonia tendono ad assumere sfumature sempre più scure fino a diventare quasi castani.

La scelta dell’olio da inserire nel nostro impacco è quindi fondamentale, in quanto normalmente la maggior parte degli oli tende a scurire visibilmente, qualsiasi sia il nostro colore di partenza.
Noi vogliamo un impacco che eviti di appesantire e scurire i capelli, ravvivandone invece la morbidezza e i riflessi.

L’alleato più prezioso il questo senso è il burro di karitè, che andrà a sostituire tutti gli oli eventualmente utilizzati sui capelli fino a questo momento. Infatti, oltre ad essere un prodotto sostanzialmente miracoloso per la cura della pelle secca, il burro di karitè ha la caratteristica di non scurire i capelli, perchè non viene assorbito come gli altri oli.

La mia ricetta speciale per quest’impacco preshampoo per capelli hennati prevede:

  • due cucchiai di balsamo ecobio a scelta (in questo momento sto usando quello della Garnier Ultra Dolce biodegradabile)
  • un cucchiaio di miele
  • due cucchiai di burro di karitè sciolto (nel microonde o a bagnomaria, se si formano dei grumetti è normale, ovviamente va scaldata solo la quantità da usare subito)
  • se necessario, si può regolare la consistenza della crema con un goccio di acqua o di gel di semi di lino (ricetta qui)

Bisogna prima di tutto pettinare i capelli asciutti, io li districo con un pettine a denti larghi, a testa in giù nella vasca (la posizione in cui successivamente li laverò, in modo da non doverli più pettinare quando saranno bagnati e più delicati).
A questo punto applico l’impacco sulle lunghezze spalmandolo con le mani ed evitando la cute, che nel mio caso è grassa e vorrei evitare di ungerla ulteriormente.

Con questo impacco non è necessario inumidire prima i capelli perchè non viene applicata una sostanza grassa pura, infatti il burro di karitè viene diluito col balsamo (che ha una base acquosa) e col miele.
I normali impacchi a base di solo olio, invece, necessitano di essere applicati sulla chioma umida, altrimenti sono difficilissimi da spargere uniformemente e lasciano i capelli piuttosto appesantiti e stopposi dopo lo shampoo.

Il burro di karitè con cui mi trovo meglio in assoluto è quello biologico de La Saponaria, che potete acquistare qui in barattolo da 250 ml a solo 15 euro, oppure un altro burro di karitè che trovo ottimo è questo della Carone, che pago 9,60 per 100 g.
Sono entrambi puri e perfettamente utilizzabili su ogni area del corpo, non hanno odori strani nè mi è mai capitato di trovarli andati a male.

Quindi, se i vostri capelli hennati iniziano a fare i capricci e vi sembrano troppo secchi, provate questo impacco e fatemi sapere come vi siete trovate!
Io trovo che questa combinazione, a cui sono giunta dopo tante prove, contribuisca a rendere i miei capelli molto lisci al tatto, morbidissimi e setosi, senza togliere i riflessi meravigliosi che l’hennè dona e soprattutto senza smontare il riccio-mosso.

Nonostante l’hennè risolva tanti problemi, è comunque importante imparare ad “ascoltare” i propri capelli, perchè è solo in base a come ci appare la nostra chioma che possiamo capire con che frequenza nutrirli e quando interrompere gli impacchi.
A volte capita che dopo i primi miglioramenti, con i capelli sempre più morbidi e setosi, la situazione inizi a invertire la rotta, presentandoci ad esempio dei capelli spenti e appesantiti. Se siamo solite fare impacchi, forse il capello ha assorbito troppo nutrimento ed è il momento di interrompere per un po’.

Per far sì che questo non accada, godetevi con spensieratezza i meravigliosi riflessi del vostro hennè e nutrite i capelli da 2 a 4 volte al mese con questo impacco al miele e karitè, senza esagerare. 😉

Grazie di essere arrivate fin qui, sono lieta di avervi accompagnate nel meraviglioso mondo dell’hennè e spero di rivedervi per le prossime rubriche!
Un abbraccio a tutte,

Dorothy 🌸

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6 pensieri su “N.5 cura dei capelli hennati – Come fare l’hennè rosso mogano – miniguida in 5 passi

  1. domenica says:

    Domandina semplice semplice.. io ho i capelli ricci e pettinarli da asciutti è davvero molto doloroso e sconsigliato… posso anche non pettinarli? Al massimo aumento le dosi cosi ne metto di piu in testa xD

    • Dorothy says:

      Ciao Domenica, pettinarli da bagnati è anche peggio, li rovini il doppio… Prova a districarli il più possibile da asciutti e dopo aver fatto l’hennè usa un buon balsamo 😉

      • domenica says:

        Io li pettino solo durante il balsamo xD altrimenti non riesco a pettinarli.. ok ma indi questo procedimento lo faccio anche prima di appicare l henne altra domanda, ma l henne si può stendere anche col pennello da tinta (mai usato con la tinta)?

        • Dorothy says:

          Ciao Domenica, prima di applicare l’hennè è meglio non usare il balsamo, in quanto contenendo tensioattivi cationici, che si legano al capello “sporcandolo”, impediscono all’hennè di prendere bene…
          Se proprio prima non riesci a districarli un pochino, nemmeno con le dita, va inevitabilmente bene anche dopo, alla fin fine ognuno deve adeguare il procedimento alle proprie necessità…
          Rispetto alla tinta, l’hennè è un impacco molto più pastoso e se ne mette molto di più: personalmente mi sono sempre trovata meglio con le mani, soprattutto per raggiungere le radici, ma nulla vieta di utilizzare il pennello, non ti resta che provare!

  2. Fiorella says:

    Ciao Dorothy,
    ormai sono mesi che uso l’hennè con il gel ai semi di lino (seguendo i tuoi consigli) e partendo da una base scura (avevo i capelli castano scuro, ora ahimè con ricrescita bianca), mi piace molto che col tempo stratifichi e divenga sempre più scuro. Così al momento ho una sorta di mogano tendente sempre più al castano ma con dei bei riflessi rosso ciliegia.
    In effetti però col tempo tendono a seccarsi e a diventare crespi (sono un riccio/mosso) e volevo usare degli impacchi nutrienti a base di olio (ad esempio cocco o jojoba) ma avevo letto da qualche parte che gli impacchi pre-shampo e quelli per lo styling a base di olio tendono a sciogliere l’hennè che quindi scarica molto più velocemente e tende a sbiadire.
    E’ vero?

  3. carlotta says:

    Grazie mille per questa tua mini guida, ho sempre fatto disastri con i miei capelli, nel senso che ho iniziati a tingerli da ragazzina e adesso sono molto rovinati e sfibrati. Adesso finalmente ho deciso di prendermi un po’ più cura di loro e di rinunciare alle tinture chimiche così ho preso l’hennè mogano su sorgentenatura e dopo aver letto i tuoi consigli non vedo l’ora di provare. Vorrei chiederti però se secondo te non sia il caso di fare prima una “cura” per risanare i miei capelli e poi passare all’hennè, nel caso avresti qualche consiglio su quale maschera usare e per quanto tempo farla? Grazie mille

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