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Anthyllis – detergente viso delicato ecobio – opinione e INCI

Detergente viso ecobio delicato anthyllis – caratteristiche

  • Cos’è – detergente liquido per il viso, da cosmesi ecobiologica certificata ICEA
  • Cosa promette – detersione delicata e azione antiossidante
  • Prezzo / quantità – flacone da 250 ml, prezzo 5,80 € circa.
  • Descrizione – flacone in plastica semiopaca con erogatore a pompetta, prodotto in gel trasparente dal profumo che personalmente trovo simile alla mandorla amara ma, secondo l’etichetta, dovrebbe ricordare il latte di rosa.

valutazione

💛 Sufficiente – nonostante tu sappia cosa penso dei detergenti schiumogeni a base di tensioattivi (lo sai, vero?), questo è uno dei casi borderline che si salva per delicatezza.

a chi lo consiglio?

Posto che i tensioattivi schiumogeni rischiano di rovinare il filmidrolopidico della pelle, il detergente delicato ecobio Anthyllis NON va usato su pelli secche, disidratate o comunque normalmente ben asciutte.

VA BENE su cute mista e grassa in caso si abbia necessità di pulire a fondo, utilizzandone quantità ragionevolmente ridotte. Ad esempio è utile per pulire bene la pelle dopo l’uso di olio per struccare.

dove si compra?

Il detergente viso delicato Anthyllis si trova in alcuni Ipercoop, oppure online, ad esempio qui.

recensione d’uso

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Questo detergente per il viso è uno dei pochi prodotti schiumogeni per la pulizia del volto che non lascia la pelle secca e che tira. Contemporaneamente è tutt’altro che blando: pulisce a fondo rimuovendo OGNI TRACCIA di makeup, compreso l’eye liner waterproof. Al massimo in un paio di passate, toglie tutto.

Non ne ho apprezzato particolarmente l’odore, che ho trovato amarognolo al contrario di tante definizioni che lo definiscono zuccherino (davvero? Boh, siamo sicuri? Cos’ha il mio naso che non va?).

Ovviamente chi è abituato a questo genere di detergenti lo troverà fin troppo delicato, ma vi assicuro che io, con la mia pelle MOLTO grassa (mi lucido e mi ungo ovunque, mascella compresa, non solo sulla zona T, nonostante il makeup minerale) l’ho trovato ben sgrassante ed efficace, senza le esagerazioni di certi prodotti per pelli grasse usati in adolescenza. Sarà che ormai mi sono abituata ai detergenti in crema-burro-olio-latte rigorosamente senza tensioattivi (e si, puliscono)…

TI assicuro che se cerchi a tutti i costi un detergente viso ecobio schiumogeno, con questo ce n’è d’avanzo e non rischi che ti cada la faccia (si fa per dire…).

Dopo la detersione con questo prodotto (e gli altri sui generis) è imprescindibile l’utilizzo del tonico per riacidificare la pelle e ristabilirne l’equilibrio, evitando di lasciare un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri.

Grazie ad una base di detergenti naturali ed estratti biologici il prodotto risulta particolarmente adatto per l’igiene di una pelle delicata come quella del viso.
Profumato con una miscela di oli essenziali naturali con nota prevalente di Latte di Rosa.

analisi inci – ingredients list

  • Bioecocompatibile? Certamente!
  • Certificato ecobio? Si, il detergente viso delicato di Anthyllis è certificato ICEA
  • Vegan? Si
  • Per allergici? Dermatologicamente testato e controllato per nichel, cromo e cobalto. Contiene oli essenziali.
  • Certificato Halal? Non è certificato idoneo per consumatori di fede islamica

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Notiamo innanzitutto che i tensioattivi scelti per il detergente delicato per il viso di Anthyllis sono la betaina (cocamidopropyl betaine) il sarcosinato (sodium lauroyl sarcosinate) e il caprylyl/capryl glucoside, tutti tensioattivi schiumogeni ma piuttosto delicati e biodegradabili, che in questo caso si addolciscono a vicenda. La formulazione è pertanto priva di quelli che sono i tensioattivi più aggressivi, SLS e SLES.
Ottimo il sistema conservante con fenossietanolo, mentre non bisogna aspettarsi ALCUNA attività da parte degli attivi intelligentemente segnati in grassetto: uva idrolizzata ed estratto di ribes nero.
Totalmente fuori luogo il claim “Contiene Bioliquefatto da Bucce fresche di Uva Rossa ricco in proantocianidine, polifenoli gallici e catechine, che hanno un elevato effetto antiradicalico. L’effetto antiossidante è rafforzato dalla presenza di estratto biologico di Ribes nero“, in quanto posto che queste sostanze effettivamente apportino dei benefici alla pelle contrastando i radicali liberi, stiamo parlando di un prodotto a risciacquo, che non resta sulla pelle più di 30 secondi e che pertanto deve solo lavare, bene e senza irritare. E il detergente delicato di Anthyllis svolge il suo compito, non diamogli missioni che non può umanamente portare a termine.

Dorothy 🌸

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10 pensieri su “Anthyllis – detergente viso delicato ecobio – opinione e INCI

  1. Francesca says:

    Ho appena scoperto il tuo blog e devo farti un sacco di complimenti: lo sto amando, è fatto benissimo, completo, esaustivo e chiaro anche per una capocciona come me che ci capisce qualcosina ma non ha certo la tua competenza (e ti invidio per questo).
    Questo detergente mi sembra interessante (perdonami, ma io ci ho provato a lavarmi la faccia con oli o burri, per quanto li asportassi col pannetto bagnato mi uscivano brufoli a fiorire, mi trovo bene solo coi gel), come recensione d’uso mi ricorda il mio preferito da un po’ di mesi, il Detergente Multiuso d’Aloe di Phytorelax Laboratoires!

    • Dorothy says:

      Buongiorno Francesca, grazie mille, sei davvero gentilissima!
      Mi spiace per la tua brutta esperienza con oli e burri, se ti andasse di scrivermene in privato possiamo perlomeno cercare il colpevole… Non perchè non mi fidi del tuo giudizio, ci mancherebbe, ma perchè con l’esperienza ho visto anche diversi casi di acne migliorare cambiando pulizia, mentre le peggiori impurità spuntano di solito a causa di prodotti leave on totalmente inadeguati.

      A vedere la formula, il Phytorelax che utilizzi è un po’ più delicato di questo detergente Anthyllis, che ti anticipo subirà un calo di valutazione appena riesco a revisionare un po’ di articoli datati, visto in generale che sul panorama ecobiologico ormai si trova di molto meglio. 😉

      Buona giornata

      Dorothy

      • Francesca says:

        Rispetto a quando usavo l’olio (di cocco, ho provato anche con quello di mandorle ma era persino peggio) per pulirmi il viso ho cambiato anche il resto della skincare e mi sembra che quella che applico adesso è in generale un po’ più adatta a me (con l’aiuto pure della Clindamicina prescritta dalla dermatologa), quindi magari il mio giudizio sulla detergenza con sostanze burrose potrebbe essere cambiato da allora… ricordo che anche quando lo sciacquavo benissimo con dei vecchi fazzolettini di lino mi uscivano brufoli e il giorno dopo mi ungevo con una facilità impressionante (nonostante la mia pelle di per sé sia impura, ma non particolarmente grassa o unta), in generale comunque noto che la mia pelle tollera pochissimo gli oli in qualsiasi prodotto, così come non tollera roba troppo sgrassante (il periodo in cui la stressavo con l’argilla verde è stato disastroso). Con quello Phytorelax mi trovo molto bene, non tira sulla pelle, non fa schiuma eccessiva, ne basta pochissimo e non ha un odore invadente, anzi, ciononostante pulisce bene (lo abbino comunque al pannetto per risciacquare).
        Ora che è quasi estate ho dovuto abbandonare il glicolico di Fitocose per mandare via le macchiette dei brufoli, e mi chiedevo se per caso non ci fosse qualche tua recensione di prodotti schiarenti non fotosensibilizzanti? Scusa se ti sommergo di informazioni e domande, è che un po’ sono logorroica, un po’ mi ispiri molta fiducia per la competenza che dimostri! 🙂

        • Dorothy says:

          Ciao Francesca,
          Ci mancherebbe, non scusarti, anche io tendo a scrivere molto, sempre meglio essere precisi. 😉
          Per la pulizia, la cosa essenziale è dotarsi di panni in mussola o comunque con una trama abbastanza garzata, leggermente ruvida sulla pelle, che intrappoli bene il burro o l’olio detergente. I fazzoletti possono andare bene, ma anche lì, dipende… Se sono lisci o a trama fitta e sottile, ecco che l’unto non si toglierà mai.
          In realtà giova moltissimo l’uso di una lavetta (in questo caso vanno bene tutte) anche utilizzando detergenti in latte, gel o sapone, questo perchè da soli non permettono di stimolare il microcircolo e di rimuovere le cellule morte già sfaldate.
          Se ti andasse di riprovare, ti direi di tenere l’olio di mandorle al massimo solo per struccare gli occhi, su dischetti di cotone appena appena inumiditi, mentre per la pulizia del viso è meglio orientarsi, soprattutto in caso di pelle esigente, su prodotti commerciali formulati con un mix di oli e burri diversi, che evitano quella riuscita monosensoriale e untuosa tipica dei grassi vegetali puri.

          Prodotto schiarente non fotosensibilizzante: ossimoro. 😉
          Mi chiedi dello zucchero amaro, del ghiaccio caldo insomma.
          Se esiste, non funziona. Se funziona, non devi esporti al sole e usare per tutta l’estate una gradevolissima protezione 50 per evitare che si formino macchie anche solo andando a fare la spesa.
          Questo perchè le sostanze schiarenti normalmente vanno ad esfoliare e a rinnovare la pelle, oppure a rallentare/diminuire l’attività delle cellule che producono melanina (e quindi macchie, se la melanina non viene prodotta ovunque).
          Di solito se un prodotto funziona è grazie ad un mix delle due attività, quindi è sempre meglio utilizzarli, occhio e croce, da novembre a marzo. 😉

          Buona giornata!
          Dorothy

  2. Francesca says:

    Eeeh infatti avevo il dubbio di chiedere un po’ l’impossibile, purtroppo! Mi sa che mi toccherà aspettare fino a novembre per riprendere il mio ciclo di glicolico e confidare che il passare del tempo faccia il suo dovere sulle macchie… Per la protezione 50, io la porto comunque tutta l’estate a meno di non restare chiusa in casa; sono chiarissima di pelle, piena di nei e vivo in Salento: praticamente la dermatologa mi ha obbligata a tenere su l’Avène Cleanance 50+ da fine maggio a fine settembre, ma il glicolico non mi fido lo stesso a usarlo anche in questa stagione, ho il terrore di dimenticarmi la protezione per un giorno o di metterne troppa poca e trovarmi la faccia peggiorata! Sarò ipocondriaca io?
    Comunque sei davvero gentilissima, complimenti ancora, d’ora in poi divento lettrice fissa! 😀

    • Dorothy says:

      Ciao Francesca, grazie mille a te!
      Oltre al glicolico ci sono diverse molecole interessanti per schiarire macchiette e affinare la grana della pelle, ma tutte proponibili da ottobre in poi, per cui direi che la tua idea va benissimo: il glicolico, anche con la protezione, meglio di no, specialmente parlando di pelle molto delicata. A meno che tu non esca di casa solo dopo le sei di sera (con la protezione) e ti dimentichi del mare, cosa che abitando nel Salento vedo vagamente difficoltosa 😉

      Ovviamente dipende sempre dalle percentuali e dai tempi di posa degli acidi di cui stiamo parlando, ma in generale il trattamento delle macchie non è mai un semplice turn over cellulare ma qualcosa di più profondo e aggressivo.
      Considerando poi il sole sempre più violento degli ultimi anni a causa della protezione atmosferica che va ad assottigliarsi, davvero non vale la pena di rischiare eritemi, nuove macchie, o dermatiti.

      Buona serata!
      Dorothy 🙂

  3. Irenec says:

    Ciao Dorothy, grazie per questa recensione e per l’altra sul detergente Clinians. Ho una domanda: anche con questi detergenti si puo’ usare il pannetto per rimuovere il prodotto (con risciacquo finale con le mani) come con olio o burro? O meglio solo semplice risciacquo con le mani essendo dei saponi non da massaggio?
    Io uso dei pannetti famosi di un brand irlandese ma lavandoli ogni volta, terminata la pulizia, poi sono ancora umidi quando li uso la volta successiva. Puo’ essere un problema questo? Sono cioe’ meno efficaci utilizzandoli umidi?
    Grazie! buona giornata! Irenec

    • Dorothy says:

      Ciao Irenec, grazie a te.
      Certamente puoi e, anzi, personalmente consiglierei di utilizzare un panno garzato per la rimozione di qualsiasi tipologia di detergente, anche in questi casi in cui non massaggerai a lungo il prodotto sul viso, poiché si tratta di due aspetti della detersione che non sono interdipendenti.
      Il fatto che il pannetto resti umido non mi preoccupa a livello di efficacia, perché tanto va bagnato prima di essere passato sulla pelle per rimuovere il detergente, ma mi preoccupa di più a livello di carica batterica, in quanto più a lungo un tessuto resta umido più facilmente si sviluppano colonie di batteri.
      Se puoi, metti sempre ad asciugare il tuo pannetto in una zona ventilata all’esterno o preferibilmente comunque non in bagno.
      Buona giornata, a presto
      Dorothy

  4. Giulia says:

    Ciao Dorothy, prima di tutto voglio farti i complimenti per la tua preparazione e ringraziarti per mettere a nostra disposizione le tue conoscenze perché fino ad ora non ho avevo mai trovato un blog che trattasse con reale competenza questi argomenti.
    Poi volevo solo chiedere se sapevi che questo detergente da circa un anno a questa parte non esiste più in questa forma, ma ha cambiato formulazione e confezione e adesso il suo inci è questo:
    Aqua (Water), Sodium Lauroyl Sarcosinate, Cocamidopropyl Betaine, Disodium Cocoamphodiacetate, Sodium Chloride, Caprylyl/Capryl Glucoside, Lauryl Glucoside, Vitis vinifera (Grape) Leaf Extract, Lactic Acid, Coco-Glucoside, Glyceryl Oleate, Glycerin, Parfum (Fragrance)**, Sodium Benzoate, Potassium Sorbate.

    • Dorothy says:

      Ciao Giulia, ti ringrazio dei gentilissimi complimenti!
      Ti ringrazio della segnalazione, personalmente non ritorno quasi mai sui prodotti bocciati o comunque non entusiasmanti che ho già valutato, quindi non avrei mai saputo del cambio di inci.
      Confermo il giudizio negativo in merito: è un mix di tensioattivi dislipidemizzanti che sarà anche ecologico, ma va bene giusto come bagnoschiuma e non per il mantenimento di una barriera cutanea intatta.
      Grazie ancora, buona serata!
      Dorothy

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