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Bionike – Triderm dermolatte detergente – opinione e INCI

dermolatte detergente Triderm Bionike – caratteristiche

  • Cos’è – latte detergente per la detersione delle pelli molto sensibili e reattive
  • Cosa promette – deterge a fondo ma delicatamente le pelli più sensibili alleviando le sensazioni di disagio
  • Prezzo / quantità – confezione da 200 ml per circa 14 euro
  • Descrizione – crema fluida di colore bianco dall’odore neutro, in flacone di plastica con tappo dosatore

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valutazione

💛 Sufficiente – formulazione migliorabile decisamente sintetica, ma al contempo alta funzionalità per pelli molto MOLTO problematiche

a chi lo consiglio?

Inizio col dirti che questo latte detergente – dermolatte Triderm di Bionike non è un prodotto per tutti.
Chi si ritrova costretto ad usarlo non è tuttavia un privilegiato, intendiamoci, anzi… Si tratta di uno di quegli “estremi rimedi” da prendere quando proprio non se ne può fare a meno e non ci sono alternative.

Insomma, se ti ritrovi con dermatiti, allergie, arrossamenti in fase acuta tanto che anche l’acqua ti dà fastidio, potrebbe essere il prodotto adatto a te.

Per tutti gli altri: smettiamola di acquistare prodotti per pelli delicate e sensibili, specialmente quando si tratta di linee parafarmaceutiche, pensando che siano migliori di quelli per la pelle sana. Come vedi, non è così.

dove si compra?

– online qui
– Su amazon qui e qui
– Nelle farmacie, parafarmacie e profumerie che vendono i prodotti Bionike

recensione d’uso

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Il latte detergente Triderm si presenta sotto forma di cremina untuosa, molto più fluida di quello che mi aspettassi. Il colore bianco e l’odore neutro lo rendono un prodotto ridotto all’essenziale, senza tanti fronzoli che migliorino l’esperienza sensoriale d’uso.

Giusto per la cronaca, l’ho trovato piuttosto difficile da rimuovere e nemmeno particolarmente efficace come struccante su un makeup occhi normale. Per di più, sarà adeguato alla pelle delicata, ma sugli occhi sensibili non ci siamo (questo dà fastidio e il bifasico della L’Oreal no, per intenderci).
Comunque l’azienda afferma che non sia necessario risciacquarlo ed è plausibile che chi ha infiammazioni topiche in atto non possa truccarsi.

A mio avviso, tuttavia, lasciare sulla pelle questa formulazione è un’idea abbastanza raccapricciante. Per cui, nel malaugurato caso tu debba usare Triderm dermolatte detergente, ti consiglio:
– se puoi, di rimuoverlo con un panno morbido bagnato (la mussola che io consiglio sempre potrebbe essere troppo ruvida)
– se ti dà fastidio lo sfregamento, tenta almeno di risciacquarlo
– Se ti dà fastidio anche l’acqua, accendi un cero al tuo Santo preferito e contemporaneamente molesta il tuo dermatologo (la seconda opzione è la più efficace) perchè la situazione migliori in breve tempo e tu possa almeno usare l’acqua

Ad ogni modo, questo latte detergente Bionike è un prodotto da utilizzare davvero per brevissimi periodi solo quando strettamente indispensabile e da risciacquare ogni volta che sia possibile farlo.

    • Funziona?

È un latte detergente e in quanto tale, deterge. Che poi ripristini un certo equilibrio lipidico sulla cute sensibile alleviando eventuali fastidi, temo sia un effetto totalmente finto considerando la scarsa dermoaffinità dei costituenti della fase lipidica di Triderm dermolatte. In soldoni: un olio vegetale sicuramente avrebbe ammorbidito ed elasticizzato la pelle in maniera più profonda, reale e duratura rispetto alla paraffina.

    • Cosa mi è piaciuto

Indubbiamente l’attenzione alle esigenze di chi ha problemi cutanei praticamente dermatologici è molto elevata. Non può che essere un enorme punto a favore di questo e altri prodotti Bionike, in attesa che marche importanti della cosmesi ecobiologica decidano di percorrere una strada parallela nella stessa direzione.

    • Cosa NON mi è piaciuto

La paraffina come emolliente principale.

analisi inci – ingredients list

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Questo è uno di quei casi in cui, a veder la formula di un prodotto, ci si aspetterebbe da me una bocciatura senza pietà.
Invece rientriamo in quel campo minato che sono i prodotti per pelli davvero delicate e sensibili, le quali talvolta hanno seri problemi a fruire della varietà di prodotti dermocompatibili offerti dalla cosmesi ecobiologica.
Ecco che mi trovo, nuovamente con un prodotto Bionike, non dico a dover fare i salti di gioia (proprio NO), nemmeno a promuovere cordialmente, ma almeno a dare una sufficienza e a sdoganare l’uso, in casi limite, di un prodotto formulato con scarti della lavorazione del petrolio e altre simpatiche sostanze.

Di base si tratta di una classica emulsione da latte detergente, ma al posto di trovare una fase grassa piena di oli vegetali, abbiamo un paio di oli tutt’altro che ecosostenibili e dermoaffini: paraffinum liquidum (proprio la paraffina) e stearyl heptanoate (olio sintetico emolliente e non sensibilizzante).
Non possiamo poi farci mancare un bel PEG (polysorbate-60) come emulsionante che aiuta a detergere la pelle con delicatezza.

Rapidamente, per chi è arrivato da poco, cosa sono i PEG?
Sono sostanze trattate con ossido di etilene (PEG = polyethilene glycol). Il loro problema, oltre all’evidente scarsa ecosostenibilità, è il rischio di impurità e che liberino sostanze non proprio salutari. In una crema leave on, specie in grosse quantità, vanno generalmente evitati, ma nei prodotti a risciacquo sostituiscono egregiamente emulsionanti e tensioattivi.

Nella formula incontriamo poi una goccia di glicerina come idratante/umettante, altri emulsionanti e condizionanti delicati sulla pelle e anche, per gradire, l’estratto di Caprifoglio Giapponese (lonicera japonica flower extract), dalle proprietà lenitive, disarrossanti e antimicrobiche.

Quello che conta in questo prodotto, in realtà, non è tanto la lettura dell’inci quanto lo sguardo volto ai test dermatologici che assicurano una sicurezza inconsueta nei cosmetici per le pelli davvero reattive: adatto agli allergici al nikel e senza profumo.
Il claim “senza conservanti” come al solito sfrutta le proprietà antimicrobiche di altre sostanze legalmente non classificate come conservanti ma che in realtà conservano comunque il prodotto… Per fortuna.
Il claim “senza glutine” nei cosmetici mi fa abbastanza sorridere.

  • Bioecocompatibile? No, contiene ingredienti potenzialmente inquinanti e non dermoaffini
  • Certificato ecobio? No.
  • Vegan? Tecnicamente si, non contiene alcun ingrediente che mi risulti di origine animale, ma scusate se mi rifiuto di taggare questo prodotto come vegan
  • Halal? Non è certificato idoneo per consumatori di fede islamica

Dorothy 🌸

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6 pensieri su “Bionike – Triderm dermolatte detergente – opinione e INCI

  1. Maria Iannaccone says:

    Notte Dorothy ♡
    Paraffina x pelli sensibili? Ma è occlusiva no?
    E se non si rimuove facilmente…irrita di più la pelle! Giusto?
    Nikel tested…Rido.
    Ma questa formula vale il suo costo? Il sintetico non è economico in genere?

    • Dorothy says:

      Ciao Maria, urge rapido ripasso 😉
      – il fatto che la paraffina sia filmogena e quindi possa occludere la pelle non la rende inadatta alle pelli sensibili, ma al massimo può creare problemi alle pelli impure
      – gli oli minerali non sono in nessun caso irritanti, infatti vengono utilizzati anche nelle creme farmaceutiche (che non vanno rimosse).
      – l’allergia al nickel è in realtà una problematica seria e in aumento, è utilissimo che ci siano prodotti nickel tested. L’unica cosa che mi pone dei dubbi è il claim “senza gluitine”, sul quale non saprei dare un giudizio perchè non ho davvero informazioni in merito, devo ricordarmi di scrivere all’azienda e chiedere eventuali riferimenti
      – il sintetico NON è assolutamente economico in generale, al massimo lo sono i petrolati, ma non tutti gli ingredienti di sintesi sono a buon mercato, anzi! Considerando che questo prodotto costa meno di 15 euro, che è prodotto da un’azienda seria e sottoposto a diversi test clinici (che non sono gratis), a mio avviso il prezzo è onesto.
      Dorothy

  2. Maria Iannaccone says:

    Ciao Dorothy, buongiorno.
    Ho visto anch’io, ma al supermercato, latti detergenti contenenti paraffina. Resto basita da questa scelta, la paraffina è occlusiva, non la userei certo per pulire il viso! In realtà, a me dà il senso di fissarsi sulla pelle. Questa mia idea è confermata quando affermi che questo latte non si rimuove facilmente. Non sono totalmente avversa all’uso di questa sostanza, la contengono alcune creme curative che io utilizzo saltuariamente per alcuni dolori; mi auguro in generale che venga presto sostituita da oli più eco-compatibili. Riguardo le allergie: io sono un soggetto allergico (a tutte le graminacee, e varie altre allergie conclamate da patch test). Rido, quando incontro persone che affermano in mia presenza di essere allergiche, senza sapere a cosa.. ma vai, va’!! Nessun problema mi hanno dato i vari prodotti cosmetici di ditte diverse, sia naturali che semi-sintetici. L’unico problema accertato ce l’ho con l’olio di eucalipto. Quindi, come hai detto tu: destiniamo determinati prodotti a pelli realmente reattive in modo serio. Sono molto contenta del modo in cui hai affrontato l’argomento…

    • Dorothy says:

      Ciao Maria, in realtà la paraffina pulisce la pelle inglobando lo sporco per affinità, essendo grassa, esattamente come gli oli e i burri a me tanto cari. Il problema è che se non viene rimossa con cotone e acqua resta lì sia lo sporco sia il detergente (ma questo vale per tutti i prodotti per la pulizia, a prescindere).
      La questione allergie è abbastanza delicata in realtà: esistono casi di reazioni avverse della pelle in cui non si riesce a venire a capo della questione nemmeno coi patch test. Di solito la cosa viene liquidata come dermatite atopica e curata con cortisonici e antibiotici.
      Se a te, conclamatamente allergica, non danno fastidio molti prodotti ecobiologici, questo non ci dà purtroppo la certezza che a una persona senza allergie conclamate gli stessi identici prodotti non possano dare fastidio, capirai che è un problema grosso e che quando si presentano questi casi o allergie particolari a conservanti molto comuni, è difficile trovare prodotti adeguati.
      Ti ringrazio infine moltissimo per l’apprezzamento,
      Buona giornata
      Dorothy

  3. Maria Iannaccone says:

    Ciao Dorothy, purtroppo in giro si sente dire peste e corna della paraffina. Una blogger dispensatrice di ricette naturali fai da te, peraltro in giro nel Sud Italia come ospite di qualche bioprofumeria, afferma in continuazione sul suo canale che paraffina e siliconi sono dannosi. Sulle schede tecniche in mio possesso riguardo alcuni ingredienti cosmetici molto vituperati da certe consumatrici (Sles, sls, paraffina, parabeni, ecc.), si ripete che le sostanze usate in cosmesi attualmente, sono tutte ammesse dalla legge in base a parametri qualitativi e quantitativi accertati come sicuri per la salute umana. Certo, se su internet si fa terrorismo psicologico su queste sostanze, il consumatore rischia di diventarne vittima confusa! Ma, mi chiedo, come possono costoro, senza esibire un titolo come ad esempio il dottor Zago, sparare a zero cosi sugli ingredienti? La legge non dovrebbe intervenire a fare chiarezza? Per esempio, i sali di alluminio… se siano realmente cancerogeni, che siano banditi. Se non lo sono, che sia impedito di fare una simile affermazione fuorviante e terroristica. Cosa ne pensi? Grazie per l’attenzione ♡

    • Dorothy says:

      Ciao Maria, che dire? Non ne penso.
      Nel senso che si, è vero che tutti gli ingredienti ammessi dalla legge sono considerati tendenzialmente sicuri per la salute umana.
      È anche vero che questa lista viene costantemente aggiornata in base alle nuove conoscenze e alcune sostanze che ieri erano considerate sicure oggi magari vengono limitate o vietate.
      È quindi vero che si può scegliere di attenersi a standard qualitativi maggiori del minimo stabilito per legge e produrre dei cosmetici che sono maglioni di cashmere anzichè maglioni di pile.
      Il problema dei petrolati sta nelle possibili impurità, molecole che vengono ritenute cancerogeni di classe 2 (alta probabilità) dalla normativa. Se sono abbastanza puri non pongono problemi, il rischio sta nelle certificazioni e, anche in questo caso, c’è differenza tra una paraffina col 2,9% di impurità e una con solo lo 0,5%. Entrambe legali ma con standard qualitativi diversi. Ci si affida alla serietà dei produttori.

      Che poi su internet e nella vita quotidiana si possa dire tutto e il contrario di tutto, è normalissimo e non ritengo sia necessario un bavaglio ma maggiore spirito critico da parte di chi ascolta e maggiore fiducia nei tecnici che lavorano nelle istituzioni europee normando la materia cosmetica. Personalmente, non amo qualsiasi genere di esternazione esagerata.

      Dorothy

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