sapone-di-aleppo-viso-fa-male-recensioni-opinioni-usi-dermatite

SAPONE DI ALEPPO – perchè NON usarlo

Nel parlare della pulizia del viso, non poteva mancare un approfondimento sul rinomato Sapone di Aleppo, al cui uso vengono attribuiti innumerevoli benefici.
Prima di andare a vedere perchè NON andrebbe utilizzato per la pulizia del viso, ma soprattutto perchè ne andrebbe evitato in generale l’acquisto, è giusto soffermarci un attimo sulla storia e sugli ingredienti del Sapone di Aleppo originale, che ci aiutano a capire perchè è così famoso.

Il sapone di Aleppo è originalmente creato con olio di oliva e olio di alloro, in percentuali variabili di cui l’olio di oliva è certamente predominante (60-98%), mentre l’olio di alloro è la componente che dà di norma pregio al prodotto, facendone aumentare il prezzo di pari passo con la propria quantità (2-40%).
Se ti vendono un sapone di Aleppo che vanti in inci la presenza di altri grassi tra gli ingredienti, spesso molto più economici come olio di cocco, di palma o palmistro, stiamo parlando di un sapone che, per quanto contenga anche olio di alloro, si discosta dalla ricetta tradizionale.

Scelto per la propria estrema diffusione in Nord Africa, zona di origine del Sapone di Aleppo, l’alloro ha spiccate proprietà antibatteriche, cosa decisamente utile quando l’igiene personale scarseggiava.

Come tutti i saponi tradizionali, anche il sapone di Aleppo si ottiene saponificando i grassi, ossia facendo bollire degli oli con la soda o la potassa caustica, sostanze a pH estremamente basico che reagiscono chimicamente nel procedimento restituendoci glicerina e sali di sodio o di potassio, a seconda della base utilizzata.
Questi sali sono il nostro sapone, che una volta pronto viene versato su ampie vasche in pietra per il livellamento e il raffreddamento.
Per rendere tutto ancora più comprensibile, i sali di sodio o di potassio sono quelli che leggiamo in inci, ad esempio, sotto il nome di sodium olivate oppure potassium olivate, e in questo caso indicano un sapone di olio di oliva (olivate).
Il nostro Sapone di Marsiglia è un diretto discendente del sapone di Aleppo e si produce di base nella medesima maniera, semplicemente con ingredienti diversi.

Come riconoscere l’inci originale del vero sapone di Aleppo? Bel dramma.
Le varianti di base sono due:
Olea europea fruit oil, laurus nobilis oil, sodium hydroxyde, aqua.
Olea europea fruit oil, laurus nobilis oil, potassium hydroxyde, aqua.

Alcuni rivenditori potrebbero invece proporlo così:
Sodium olivate, sodium laurate, ecc
Potassium olivate, potassium laurate, ecc
Alla formula possono essere aggiunti eventuali allergeni, se profumato, eventuali chelanti o conservanti, ma a questo punto si tratta sicuramente di un prodotto rimaneggiato e non tradizionale.

sapone-di-aleppo-viso-fa-male-recensioni-opinioni-usi-dermatite

La stagionatura del sapone porta la parte esterna, a contatto con l’aria, a cambiare colore. Questo non avverrebbe se fosse colorato chimicamente, infatti il colore verde è dovuto alla clorofilla contenuta negli oli.

Il grosso problema del Sapone di Aleppo risiede proprio nell’uso dell’olio di alloro della specie laurus nobilis.
Si noti bene che per prassi quasi nessuno indica la parte di pianta da cui viene estratto l’olio di alloro (fruit, leaf, ecc…), così che in inci leggiamo semplicemente laurus nobilis oil, ma sappiamo tuttavia che le bacche di alloro vengono fatte bollire per 6-8 ore per estrarne l’olio.

L’olio di semi di alloro (contenuti nelle bacche), è assolutamente proibito per uso cosmetico nell’Unione Europea.
Il Sapone di Aleppo non può pertanto essere prodotto in Europa, ma l’olio di alloro deve essere necessariamente saponificato in Nord Africa, o in un Paese mediorientale random dove la salute dei lavoratori è questione marginale, per arrivare da noi già trasformato in sapone.
Il sodium laurate (sale sodico dell’olio di alloro, il sapone di alloro insomma) non è infatti più “laurus nobilis oil“, in questo modo si aggira la normativa per vendere un prodotto che, come ben sappiamo, “tira” molto.

L’olio di alloro è stato proibito dall’Unione Europea per uso cosmetico a causa del suo notevole contenuto di allergeni sensibilizzanti, tra i quali certamente spicca il methyl eugenol.
Come riportato in Essential oil safety: A guide for Health care professionals (R. Tisserand, R. Young, 2013), nella prima metà del 1900 le dermatiti allergiche da contatto causate da olio di alloro si erano diffuse a livello epidemico, soprattutto in Francia e in Germania, e soprattutto tra i lavoratori domestici.
L’olio ottenuto dalle bacche di alloro, infatti, era utilizzato in molti ambiti quotidiani, non da ultimo come anti-infeltrente per i cappelli, accessorio decisamente comune all’epoca.

I casi di dermatite allergica da contatto ovviamente diminuiscono nell’uso del sapone di alloro rispetto al maneggiare l’olio puro, perchè la bollitura lo modifica e lo denatura, facendo perdere molti allergeni volatili, e restituendoci un sapone a bassa incidenza di allergie e irritazioni.

Il motivo per cui NON va usato per lavarsi il viso, pertanto, è il motivo per cui NESSUNA saponetta è adeguatamente delicata per la pelle del volto: pH eccessivamente basico, stress per la pelle al fine di riequilibrare la propria naturale acidità, aggressione ingiustificata del film idrolipidico cutaneo che è la nostra naturale protezione dagli agenti ossidanti esterni e dalla disidratazione.
Come sempre in questi casi, ti rimando a Scommettiamo che non sai lavarti la faccia? , e ti auguro buona lettura.

Il motivo per cui il Sapone di Aleppo NON va acquistato tout court è invece l’incidenza delle care dermatiti allergiche da contatto sui lavoratori che questo sapone lo producono.
Se in Europa abbiamo deciso di non usare più questa sostanza in cosmesi per il suo alto rischio per la salute, con che faccia lasciamo fare il lavoro sporco a lavoratori extracomunitari senza alcuna tutela nè precauzione?
Le tradizioni non sono totem infallibili da preservare ad ogni costo, talvolta è giusto che restino nel loro glorioso passato. Il sapone di Aleppo è indubbiamente una di queste: non fa male a te, ma alla salute di chi lo produce.

Qualcuno si chederà dunque: a cosa serve il sapone di Aleppo?
Ad essere puliti. È un sapone, non ha alcun potere curativo su nessuna problematica cutanea o tricologica, esclusi i benefici che apporta una giusta detersione.
Qualsiasi buon venditore ti dirà che è totalmente vegetale, biodegradabile e molto duraturo. Ebbene, queste doti sono proprie di qualsiasi altro sapone tradizionale e vegetale in commercio.
Se hai tratto beneficio dall’uso del Sapone di Aleppo, probabilmente avevi esagerato in precedenza con detergenti liquidi e tensioattivi aggressivi, rispetto ai quali la saponetta è effettivamente più delicata. Qualsiasi saponetta ben fatta.
Ti troverai altrettanto bene con un sapone vegetale di olio di oliva senza olio di alloro, purchè i grassi di pregio ne costituiscano una percentuale quasi assoluta.

Infine, due parole su Aleppo, meravigliosa città della Siria con diversi milioni di abitanti, culla di culture antiche e di memoria storica dal valore incalcolabile.
Prima della devastazione che ogni giorno ci passa davanti agli occhi durante qualsiasi telegiornale, nel 2007 ad Aleppo erano rimaste circa 60 piccole fabbriche di sapone.
In questo momento hanno sicuramente altro a cui pensare, che non farsi venire delle dermatiti per fare del sapone destinato a qualche signora occidentale che presta un occhio ai loro morti tra una lasagna e l’altra.

Certo, il Sapone di Aleppo non viene prodotto solo in questa città, sarebbe come pretendere che il nostro prosciutto di Parma venisse fatto solo nel ridente capoluogo della provincia emiliana.
Le fabbriche di sapone sono sparse per tutto il nord Africa e l’olio di alloro utilizzato nel sapone di Aleppo è in larghissima parte prodotto in Turchia, vista la difficoltà organizzativa della Siria.
Ora, pensiamo al nostro controllatissimo olio extravergine di oliva ad uso alimentare, del quale purtroppo periodicamente alcuni lotti vengono trovati adulterati con oli di semi vari colorati con clorofilla.
A maggior ragione nessun controllo ci garantisce la qualità delle materie prime del sapone di Aleppo, sia per l’olio di alloro che per l’olio di oliva, che potrebbero essere stati adulterati con qualsiasi cosa.
Non solo, anche per il migliore dei saponi prodotti in Siria secondo tradizione, oltre al problema della salute di chi lavora l’olio di alloro, c’è il problema delle tasse che le fabbriche potrebbero (uso e sottolineo il condizionale) dover pagare ai miliziani di Daesh nelle città occupate dal sedicente stato islamico. Ancora più alta è in generale la possibilità di finanziare un qualsiasi gruppo armato acquistando prodotti importati da quelle zone.
Per quanto questa sia una casistica auspicabilmente limitata, va ad aggiungere una triste ciliegia sulla torta di motivi per cui il sapone di Aleppo va evitato.

Dorothy 🌸

Newsletter-iloveremunni

RESTA AGGIORNATO!


Iscriviti alla Newsletter e ricevi i nuovi post di Dorothy Danielle sulla tua mail

La tua privacy è protetta e al sicuro. NO spam.
Cincischiando-valutazione-analisi-inci-cosmetici

12 pensieri su “SAPONE DI ALEPPO – perchè NON usarlo

  1. Stefania says:

    Ho usato il sapone di Aleppo per un breve periodo (quando ancora non ti conoscevo, ovviamente :-)). Lo utilizzavo dopo essermi struccata con il latte detergente. L’avevo acquistato con una concentrazione bassa di alloro (l’8%), eppure sentivo la pelle tirare da morire e la mia zona critica (zigomi alti, proprio sotto all’occhiaia) si arrossava inevitabilmente.
    L’ho regalato 🙂

    • Dorothy says:

      Ciao Stefania!
      Hai fatto benissimo senza dubbio, è molto probabile comunque che avresti avuto la medesima reazione con qualsiasi altra saponetta analoga non “Aleppo”.
      Discorso alloro a parte, che le saponette siano ottime per le mani, visto che seccano meno dei tensioattivi dei detergenti liquidi, e per l’igiene del corpo… Sul viso è una tortura, soprattutto per gli occhi!
      Buon pomeriggio,
      Dorothy

  2. Maria Iannaccone says:

    Buondì Dorothy!!
    Ero a conoscenza delle problematiche poste da tale sapone, di cui mi fu regalata la versione solida e quella liquida (veritiera?)
    A me ha bruciato maledettamente agli occhi (per correttezza: versione liquida di Najel).
    La pelle appariva morbida e fresca dopo l’ uso.
    Alla luce di tutto il tuo discorso, non lo prenderei.
    La salute di quei poveri lavoratori mi è cara.

  3. Simonetta says:

    Mi chiedo come mai la Dr.ssa Riccarda Serri consigliasse una saponetta delicata per lavare il viso. Io mi trovo molto bene con quella della weleda alla calendula e quella al mirto della saponaria e le uso ormai da qualche anno con soddisfazione. Credo dipenda molto dalla tipologia di pelle.

    • Dorothy says:

      Buonasera Simonetta e benvenuta,
      Purtroppo non posso arrogarmi il diritto di spiegare i motivi che portavano la compianta dottoressa Serri a preferire la saponetta rispetto a metodi di pulizia più dermocompatibili a livello di pH e rispetto della barriera idrolipidica.
      Personalmente non consiglierei mai di utilizzare la saponetta due volte al giorno (il viso va necessariamente lavato anche al mattino) e meno che mai sugli occhi, ma è anche vero che la maggior parte delle consumatrici di cosmetici utilizza i ben peggiori detergenti liquidi a base di tensioattivi, rispetto ai quali la saponetta rappresenta un, seppur minimo, passo avanti.

      La detersione per affinità è sicuramente ad un livello ancora superiore nell’evitare di intaccare inutilmente il film idrolipidico cutaneo e nell’evitare alla pelle di doversi riequilibrare a seguito di un innalzamento così importante di pH come quello prodotto dal sapone, ma è anche vero che non tutti hanno la forza di cambiare così radicalmente le proprie abitudini.
      La tipologia di pelle conta poco in termini di detersione: dalle più grasse alle più secche, non esiste una sola condizione cutanea che non tragga giovamento dalla detersione per affinità.
      Buona serata, a presto,

      Dorothy Danielle

  4. yasser Tayeb says:

    ho letto attentamente l’articolo e avendo la fortuna/sfortuna di essere nato ad Aleppo città e vissuto la mia infanzia con il profumo del sapone di Aleppo che riempiva la casa le pongo alcune domande:
    1- ha nominato più di una volta il nord africa e mi sfugge veramente il motivi visto che l’olio usato per fare il sapone è prodotto normalmente nelle zone vicino ad Aleppo popolate da cittadini curdi e l’olio di alloro viene importato dalla Turchia e qui siamo pienamente in Asia e non i Africa.
    2-dal 2012 non viene prodotto il sapone ad Aleppo ma in zone controllate dal milizie curde(sostenute e armate dall’occidente)e una parte viene prodotta in Turchia da artigiani siriani e quindi non vedo il ruolo del gruppo terroristico Daesh (ISIS) ne come potrebbe autofinanziarsi della vendita di tale sapone .
    4- la qualità del sapone di Aleppo dipende del produttore ( un pò come il tortellino di Bologna fatto dalla nonna o comprato presso un discuont quindi non tutti i saponi di Aleppo sono di qualità e specialmente da quando è scopiata la guerra nella città stprica.
    5-mi pare che il ministero della sanità italiano sia molto rigido per quando riguarda le analisi di laboratorio di ogni lotto importato.
    comunque il vero sapone di Aleppo viene riconosciuto dalle stelle stampate nel ccentro durante la produzione che ne indicano la qualità, due stelle indicano un sapone di qualità mediocre e cinque sono per un sapone di buona qualità mantre esiste anche la fascia extra che costa parecchio visto che viene prodotta da materie prime genuine.

  5. Gianluca says:

    Tutte frottole !!!
    Il sapone di aleppo non fa male per niente …!!!
    Invece sono i normali saponi che fanno male perché sono pieni di sostanze chimiche che portano allergie e quant’altro, basta leggere quanto riportato sul prodotto x rendersi conto di quanto facciano male, e così per tutti i profumi di nuova generazione che fanno schifo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *