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SAPONE DI ALEPPO – perchè NON usarlo

Nel parlare della pulizia del viso, non poteva mancare un approfondimento sul rinomato Sapone di Aleppo, al cui uso vengono attribuiti innumerevoli benefici.
Prima di andare a vedere perchè NON andrebbe utilizzato per la pulizia del viso, ma soprattutto perchè ne andrebbe evitato in generale l’acquisto, è giusto soffermarci un attimo sulla storia e sugli ingredienti del Sapone di Aleppo originale, che ci aiutano a capire perchè è così famoso.

Il sapone di Aleppo è originalmente creato con olio di oliva e olio di alloro, in percentuali variabili di cui l’olio di oliva è certamente predominante (60-98%), mentre l’olio di alloro è la componente che dà di norma pregio al prodotto, facendone aumentare il prezzo di pari passo con la propria quantità (2-40%).
Se ti vendono un sapone di Aleppo che vanti in inci la presenza di altri grassi tra gli ingredienti, spesso molto più economici come olio di cocco, di palma o palmistro, stiamo parlando di un sapone che, per quanto contenga anche olio di alloro, si discosta dalla ricetta tradizionale.

Scelto per la propria estrema diffusione in medio-oriente, zona di origine del Sapone di Aleppo, l’alloro ha spiccate proprietà antibatteriche, cosa decisamente utile quando l’igiene personale scarseggiava.

Come tutti i saponi tradizionali, anche il sapone di Aleppo si ottiene saponificando i grassi, ossia facendo bollire degli oli con la soda o la potassa caustica, sostanze a pH estremamente basico che reagiscono chimicamente nel procedimento restituendoci glicerina e sali di sodio o di potassio, a seconda della base utilizzata.
Questi sali sono il nostro sapone, che una volta pronto viene versato su ampie vasche in pietra per il livellamento e il raffreddamento.
Per rendere tutto ancora più comprensibile, i sali di sodio o di potassio sono quelli che leggiamo in inci, ad esempio, sotto il nome di sodium olivate oppure potassium olivate, e in questo caso indicano un sapone di olio di oliva (olivate).
Il nostro Sapone di Marsiglia è un diretto discendente del sapone di Aleppo e si produce di base nella medesima maniera, semplicemente con ingredienti diversi.

Come riconoscere l’inci originale del vero sapone di Aleppo? Bel dramma.
Le varianti di base sono due:
Olea europea fruit oil, laurus nobilis oil, sodium hydroxyde, aqua.
Olea europea fruit oil, laurus nobilis oil, potassium hydroxyde, aqua.

Alcuni rivenditori potrebbero invece proporlo così:
Sodium olivate, sodium laurate, ecc
Potassium olivate, potassium laurate, ecc
Alla formula possono essere aggiunti eventuali allergeni, se profumato, eventuali chelanti o conservanti, ma a questo punto si tratta sicuramente di un prodotto rimaneggiato e non tradizionale.

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La stagionatura del sapone porta la parte esterna, a contatto con l’aria, a cambiare colore. Questo non avverrebbe se fosse colorato chimicamente, infatti il colore verde è dovuto alla clorofilla contenuta negli oli.

Il grosso problema del Sapone di Aleppo risiede proprio nell’uso dell’olio di alloro della specie laurus nobilis.
Si noti bene che per prassi quasi nessuno indica la parte di pianta da cui viene estratto l’olio di alloro (fruit, leaf, ecc…), così che in inci leggiamo semplicemente laurus nobilis oil, ma sappiamo tuttavia che le bacche di alloro vengono fatte bollire per 6-8 ore per estrarne l’olio.

L’olio di semi di alloro (contenuti nelle bacche), è assolutamente proibito per uso cosmetico nell’Unione Europea.
Il Sapone di Aleppo non può pertanto essere prodotto in Europa, ma l’olio di alloro deve essere necessariamente saponificato in Siria, o in un Paese mediorientale random dove la salute dei lavoratori è questione marginale, per arrivare da noi già trasformato in sapone.
Il sodium laurate (sale sodico dell’olio di alloro, il sapone di alloro insomma) non è infatti più “laurus nobilis oil“, in questo modo si aggira la normativa per vendere un prodotto che, come ben sappiamo, “tira” molto.

L’olio di alloro è stato proibito dall’Unione Europea per uso cosmetico a causa del suo notevole contenuto di allergeni sensibilizzanti, tra i quali certamente spicca il methyl eugenol.
Come riportato in Essential oil safety: A guide for Health care professionals (R. Tisserand, R. Young, 2013), nella prima metà del 1900 le dermatiti allergiche da contatto causate da olio di alloro si erano diffuse a livello epidemico, soprattutto in Francia e in Germania, e soprattutto tra i lavoratori domestici.
L’olio ottenuto dalle bacche di alloro, infatti, era utilizzato in molti ambiti quotidiani, non da ultimo come anti-infeltrente per i cappelli, accessorio decisamente comune all’epoca.

I casi di dermatite allergica da contatto ovviamente diminuiscono nell’uso del sapone di alloro rispetto al maneggiare l’olio puro, perchè la bollitura lo modifica e lo denatura, facendo perdere molti allergeni volatili, e restituendoci un sapone a bassa incidenza di allergie e irritazioni.

Il motivo per cui NON va usato per lavarsi il viso, pertanto, è il motivo per cui NESSUNA saponetta è adeguatamente delicata per la pelle del volto: pH eccessivamente basico, stress per la pelle al fine di riequilibrare la propria naturale acidità, aggressione ingiustificata del film idrolipidico cutaneo che è la nostra naturale protezione dagli agenti ossidanti esterni e dalla disidratazione.
Come sempre in questi casi, ti rimando a Scommettiamo che non sai lavarti la faccia? , e ti auguro buona lettura.

Il motivo per cui il Sapone di Aleppo NON va acquistato tout court è invece l’incidenza delle care dermatiti allergiche da contatto sui lavoratori che questo sapone lo producono.
Se in Europa abbiamo deciso di non usare più questa sostanza in cosmesi per il suo alto rischio per la salute, con che faccia lasciamo fare il lavoro sporco a lavoratori extracomunitari senza alcuna tutela nè precauzione?
Le tradizioni non sono totem infallibili da preservare ad ogni costo, talvolta è giusto che restino nel loro glorioso passato. Il sapone di Aleppo è indubbiamente una di queste: non fa male a te, ma alla salute di chi lo produce.

Qualcuno si chederà dunque: a cosa serve il sapone di Aleppo?
Ad essere puliti. È un sapone, non ha alcun potere curativo su nessuna problematica cutanea o tricologica, esclusi i benefici che apporta una giusta detersione.
Qualsiasi buon venditore ti dirà che è totalmente vegetale, biodegradabile e molto duraturo. Ebbene, queste doti sono proprie di qualsiasi altro sapone tradizionale e vegetale in commercio.
Se hai tratto beneficio dall’uso del Sapone di Aleppo, probabilmente avevi esagerato in precedenza con detergenti liquidi e tensioattivi aggressivi, rispetto ai quali la saponetta è effettivamente più delicata. Qualsiasi saponetta ben fatta.
Ti troverai altrettanto bene con un sapone vegetale di olio di oliva senza olio di alloro, purchè i grassi di pregio ne costituiscano una percentuale quasi assoluta.

Infine, due parole su Aleppo, meravigliosa città della Siria con diversi milioni di abitanti, culla di culture antiche e di memoria storica dal valore incalcolabile.
Prima della devastazione che ogni giorno ci passa davanti agli occhi durante qualsiasi telegiornale, nel 2007 ad Aleppo erano rimaste circa 60 piccole fabbriche di sapone.
In questo momento hanno sicuramente altro a cui pensare, che non farsi venire delle dermatiti per fare del sapone destinato a qualche signora occidentale che presta un occhio ai loro morti tra una lasagna e l’altra.

Certo, il Sapone di Aleppo non viene prodotto solo in questa città, sarebbe come pretendere che il nostro prosciutto di Parma venisse fatto solo nel ridente capoluogo della provincia emiliana.
Le fabbriche di sapone sono sparse per tutta l’area medio-orientale e l’olio di alloro utilizzato nel sapone di Aleppo è in larghissima parte prodotto in Turchia, vista la difficoltà organizzativa della Siria.
Ora, pensiamo al nostro controllatissimo olio extravergine di oliva ad uso alimentare, del quale purtroppo periodicamente alcuni lotti vengono trovati adulterati con oli di semi vari colorati con clorofilla.
A maggior ragione nessun controllo ci garantisce la qualità delle materie prime del sapone di Aleppo, sia per l’olio di alloro che per l’olio di oliva, che potrebbero essere stati adulterati con qualsiasi cosa.
Non solo, anche per il migliore dei saponi prodotti in Siria secondo tradizione, oltre al problema della salute di chi lavora l’olio di alloro, c’è il problema delle tasse che le fabbriche potrebbero (uso e sottolineo il condizionale) dover pagare ai miliziani di Daesh nelle città occupate dal sedicente stato islamico. Ancora più alta è in generale la possibilità di finanziare un qualsiasi gruppo armato acquistando prodotti importati da quelle zone.
Per quanto questa sia una casistica auspicabilmente limitata, va ad aggiungere una triste ciliegia sulla torta di motivi per cui il sapone di Aleppo va evitato.

Dorothy 🌸

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20 pensieri su “SAPONE DI ALEPPO – perchè NON usarlo

  1. Stefania says:

    Ho usato il sapone di Aleppo per un breve periodo (quando ancora non ti conoscevo, ovviamente :-)). Lo utilizzavo dopo essermi struccata con il latte detergente. L’avevo acquistato con una concentrazione bassa di alloro (l’8%), eppure sentivo la pelle tirare da morire e la mia zona critica (zigomi alti, proprio sotto all’occhiaia) si arrossava inevitabilmente.
    L’ho regalato 🙂

    • Dorothy says:

      Ciao Stefania!
      Hai fatto benissimo senza dubbio, è molto probabile comunque che avresti avuto la medesima reazione con qualsiasi altra saponetta analoga non “Aleppo”.
      Discorso alloro a parte, che le saponette siano ottime per le mani, visto che seccano meno dei tensioattivi dei detergenti liquidi, e per l’igiene del corpo… Sul viso è una tortura, soprattutto per gli occhi!
      Buon pomeriggio,
      Dorothy

  2. Psicomama says:

    Bell’articolo Dorothy, molto interessante. Utili anche le modifiche del blog, il “cerca”… Un abbraccio

  3. Maria Iannaccone says:

    Buondì Dorothy!!
    Ero a conoscenza delle problematiche poste da tale sapone, di cui mi fu regalata la versione solida e quella liquida (veritiera?)
    A me ha bruciato maledettamente agli occhi (per correttezza: versione liquida di Najel).
    La pelle appariva morbida e fresca dopo l’ uso.
    Alla luce di tutto il tuo discorso, non lo prenderei.
    La salute di quei poveri lavoratori mi è cara.

  4. Maria Letizia Gianni says:

    Grazie Dorothy, è interessante leggere quello che scrivi ed è anche piacevole per come lo scrivi 🙂 !

  5. Simonetta says:

    Mi chiedo come mai la Dr.ssa Riccarda Serri consigliasse una saponetta delicata per lavare il viso. Io mi trovo molto bene con quella della weleda alla calendula e quella al mirto della saponaria e le uso ormai da qualche anno con soddisfazione. Credo dipenda molto dalla tipologia di pelle.

    • Dorothy says:

      Buonasera Simonetta e benvenuta,
      Purtroppo non posso arrogarmi il diritto di spiegare i motivi che portavano la compianta dottoressa Serri a preferire la saponetta rispetto a metodi di pulizia più dermocompatibili a livello di pH e rispetto della barriera idrolipidica.
      Personalmente non consiglierei mai di utilizzare la saponetta due volte al giorno (il viso va necessariamente lavato anche al mattino) e meno che mai sugli occhi, ma è anche vero che la maggior parte delle consumatrici di cosmetici utilizza i ben peggiori detergenti liquidi a base di tensioattivi, rispetto ai quali la saponetta rappresenta un, seppur minimo, passo avanti.

      La detersione per affinità è sicuramente ad un livello ancora superiore nell’evitare di intaccare inutilmente il film idrolipidico cutaneo e nell’evitare alla pelle di doversi riequilibrare a seguito di un innalzamento così importante di pH come quello prodotto dal sapone, ma è anche vero che non tutti hanno la forza di cambiare così radicalmente le proprie abitudini.
      La tipologia di pelle conta poco in termini di detersione: dalle più grasse alle più secche, non esiste una sola condizione cutanea che non tragga giovamento dalla detersione per affinità.
      Buona serata, a presto,

      Dorothy Danielle

  6. yasser Tayeb says:

    ho letto attentamente l’articolo e avendo la fortuna/sfortuna di essere nato ad Aleppo città e vissuto la mia infanzia con il profumo del sapone di Aleppo che riempiva la casa le pongo alcune domande:
    1- ha nominato più di una volta il nord africa e mi sfugge veramente il motivi visto che l’olio usato per fare il sapone è prodotto normalmente nelle zone vicino ad Aleppo popolate da cittadini curdi e l’olio di alloro viene importato dalla Turchia e qui siamo pienamente in Asia e non i Africa.
    2-dal 2012 non viene prodotto il sapone ad Aleppo ma in zone controllate dal milizie curde(sostenute e armate dall’occidente)e una parte viene prodotta in Turchia da artigiani siriani e quindi non vedo il ruolo del gruppo terroristico Daesh (ISIS) ne come potrebbe autofinanziarsi della vendita di tale sapone .
    4- la qualità del sapone di Aleppo dipende del produttore ( un pò come il tortellino di Bologna fatto dalla nonna o comprato presso un discuont quindi non tutti i saponi di Aleppo sono di qualità e specialmente da quando è scopiata la guerra nella città stprica.
    5-mi pare che il ministero della sanità italiano sia molto rigido per quando riguarda le analisi di laboratorio di ogni lotto importato.
    comunque il vero sapone di Aleppo viene riconosciuto dalle stelle stampate nel ccentro durante la produzione che ne indicano la qualità, due stelle indicano un sapone di qualità mediocre e cinque sono per un sapone di buona qualità mantre esiste anche la fascia extra che costa parecchio visto che viene prodotta da materie prime genuine.

    • Dorothy says:

      Buonasera Yasser,
      Grazie prima di tutto della segnalazione del refuso orribile che provvedo immediatamente a correggere. Chiaramente no, Aleppo, non è in Nord Africa e non ho giustificazioni per un errore simile.
      Sulle puntualizzazioni al 2, considera che questo articolo è ormai vecchiotto e basato, nella piccola parte relativa alla situazione socio-politica in medio-oriente, su fonti giornalistiche nazionali ancora più vecchie, delle quali non ho potuto far altro che fidarmi.

      Sicuramente parte delle risorse economiche della regione è stata depredata dai miliziani di Daesh, pur non essendo direttamente coinvolti nella produzione del sapone.
      Personalmente ritengo che, se non si è più che certi della provenienza di un prodotto, della genuinità degli ingredienti usati e di dove va il ritorno economico di ciò che si acquista, è meglio evitare questo tipo di investimenti, nemmeno così utili per la pelle.
      La turchia ha sempre avuto delle posizioni molto ambigue e non si può, purtroppo, definire uno Stato che produce in modo sicuro e controllato.
      Il consumatore non può fare queste scelte in tutto (penso anche solo alla benzina), ma almeno in ambito cosmetico sì.

      È poi chiaro che i motivi principali per cui non consiglio nè il sapone di Aleppo nè altro sapone metodo classico per la pulzia del viso siano soprattutto quelli scientifici di mia competenza, che vanno dalla scarsa dermocompatibilità del prodotto finito, fino alle problematiche specifiche relative alla lavorazione e allergenicità dell’olio di alloro.
      Anche se il sapone fosse fatto dal miglior laboratorio cosmetico europeo, per la pulzia del viso è una formula che non va bene.

      Infine, mi dispiace dover ammettere che, nonostante la nostra maglia legale fissi molte norme e controlli, altrettante sono le violazioni e le importazioni irregolari di qualsiasi materiale, cosmetici compresi. Gli irregolari che infangano il lavoro dei commercianti onesti sono davvero troppi e il prezzo non è nemmeno una scriminante attendibile.
      Considerando che i piccoli mercati, dove il sapone di Aleppo va per la maggiore, sono gli stessi posti dove “aziende artigianali” vendono prodotti cosmetici mescolati a caso nella cucina di casa (ho avuto modo di entrare in contatto con realtà del genere), non abbiamo alcuna garanzia su prodotti importati di questo tipo, soprattutto per quanto riguarda la tracciabilità delle materie prime e l’impatto sui lavoratori.

      Poi ci mancherebbe, il sapone metodo classico è un perfetto sostituto dei docciaschiuma e, come dicevo, nelle aziende nostrane si possono sicuramente trovare problemi analoghi se non maggiori.
      Buona serata e grazie ancora!
      Dorothy Danielle

      • Sandman says:

        Mi spiace ma ci sono troppe inesattezze e supposizioni errate in questo post.
        Acquistando il sapone di Aleppo non si finanzia l’isis.
        Da dove hai letto che i lavoratori in Turchia e Siria non utilizzano dispositivi di protezione individuale e quindi soffrono di dermatiti da contatto, per far felice le donnine europee? Hai mai visitato un impianto di produzione? Secondo te maneggiano tutto senza protezione perché sono popoli incivili rispetto all’europa?
        Hai fatto una confusione tra finto sapone di aleppo e originale… Concludendo che il sapone di aleppo non va bene per il viso (come le altre saponette)….
        In questo modo diffondi solo disinformazione.

        • Dorothy says:

          Ahhh, quanta freschezza. Il commento velatamente sessista della settimana ci mancava: il termine “donnine” lo può gentilmente utilizzare altrove, ci metto tre secondi a bannare chi viene qui, senza nemmeno un buongiorno, a scrivere in toni irrispettosi e inopportuni.

          Per risponder brevemente, invece, alle accuse che mi sta lanciando senza uno straccio di motivazione:
          -lei invece traccia tutto il denaro che viene investito a qualsiasi titolo nei paesi a prevalenza islamica? Ben per lei, supponiamo pure che abbia ragione e che i soldi investiti in cosmetici extracomunitari di Paesi non strettamente democratici vadano tutti ad onesti lavoratori. Sarebbe bello. Crediamoci.
          -si, ho visitato più di un’azienda produttrice di cosmetici IN ITALIA e le posso dire che a livello artigianale siamo noi i primi a considerare le procedure di sicurezza un optional.
          Ho smesso di fare consulenze alle aziende perchè mi cadevano le braccia, faccia lei.
          Anche qualora in Turchia, dove la maggior parte dell’olio di alloro viene prodotto, avessero standard di sicurezza migliori dei nostri (certo, e i giornalisti arrestati sono tutti in vacanza premio, giusto?) non saremmo messi bene.
          Sottolineo che il problema non è solo di chi lavora l’olio d’alloro durante la produzione del sapone, ma anche di chi questo olio deve produrlo a livello agricolo.

          Lei invece ha letto il libro da me citato in cui si riportano casi di dermatite da contatto per l’utilizzo di questo olio nel vestiario in feltro?
          Cosa c’è di inesatto, di supposto e di errato?
          Ha della documentazione che prova l’assoluta innocuità dell’olio di alloro?
          La produca, e solo allora potrà permettersi di dire che faccio disinformazione, perchè questa nel mio Paese si chiama diffamazione, fino a prova contraria.

          Infine, per quali MOTIVI SCIENTIFICI il sapone di Aleppo sarebbe migliore delle altre saponette metodo marsiglia e sarebbe adatto alla cute del viso?
          Io posso dirle che il pH è tutt’altro che isoepidermico, eccessivamente alcalino, tanto che la cute impiega circa un’ora per riequilibrarlo, e che il film idrolipidico cutaneo viene eccessivamente aggredito in quanto il sapone scioglie i lipidi cutanei superficiali, rovinando sul lungo periodo la naturale protezione della cute e impedendo l’utilizzo di trattamenti anche solo minimamente intensivi dopo una detersione così invasiva.
          Aggiunga anche che mettere del sapone a pH 9-10 vicino agli occhi per rimuovere anche solo del banale make-up dovrebbe essere inserito tra le pratiche di tortura.
          Lei chiaramente non ha mai dovuto togliere del mascara dalle ciglia col sapone di Aleppo nè con altro sapone.
          Provi, la sua mascolinità non ne verrà a risentire, poi però mi faccia sapere quanti santi ha tirato giù dal calendario.

          Arrivederci Sandman, buon proseguimento!

          Dorothy Danielle

  7. Francesca says:

    Grazie Dorothy per le informazioni. Dunque, ho ricevuto in regalo un’enorme “mattonella” di sapone d’aleppo…posso usarlo per lavare il panno di mussola che uso per pulirmi la faccia? Non è una battuta, lo chiedo seriamente, sarebbe un modo per riciclarlo…

    • Dorothy says:

      Buonasera Francesca,
      Il sapone di Aleppo va benissimo per la pulizia della mussola, che si lava decisamente meglio col sapone solido rispetto a qualsiasi detersivo/gel detergente liquido.
      Eventualmente anche al posto del bagnoschiuma, soprattutto se hai la pelle un po’ secca, le saponette classiche svolgono un egregio lavoro.
      Buon proseguimento!
      Dorothy

  8. Arianna says:

    L ho comprato in erboristeria ma dopo questo articolo mi è passata la voglia di usarlo ancors. Non male come prodotto x capelli comunque.

  9. Paolo says:

    Sono un chimico industriale con 20 anni di esperienza in cosmesi e detergenza.
    Tralascio le considerazioni geopolitiche e mi concentro su quelle scientifiche dato che ho riscontrato inesattezze scientifiche nell’articolo.
    E’ vero che l’olio di alloro puro può essere irritante o allergizzante, ma questo vale per molte altre materie prime utilizzate in cosmesi. Bisogna poi però vedere come queste materie prime vengono utilizzate per produrre il prodotto finito.
    Nel caso del Sapone di Aleppo l’olio di alloro viene saponificato assieme a quello d’oliva NON per “aggirare la normativa” (come suggerito nell’articolo), ma perchè E’ COSI’ CHE SI PRODUCE IL SAPONE!
    Qualsiasi sapone (Marsiglia, Aleppo, Argan, ecc.) viene prodotto tramite una reazione chimica chiamata SAPONIFICAZIONE fra grassi di varia natura ed alcali (liscivia di sodio o di potassio).
    I vari saponi si differenziano quindi dal tipo di grasso utilizzato. Nel caso del sapone di Marsiglia il grasso utilizzato è l’olio d’oliva. Nel caso dell’olio di Aleppo si usano miscele di olio di oliva e olio di alloro.
    Il prodotto finito (sapone) NON contiene quindi olio di alloro (laurus nobilis oil), che può dare i suddetti problemi, ma il sapone da esso derivato (sodium laurate) che non dà problemi ma ha invece varie proprietà benefiche.
    La frase “olio di alloro x%” sulle saponette indica semplicemente la quantità di olio di alloro usato nella miscela di partenza per il processo di produzione.
    Tale processo di produzione è quello tradizionale del sapone di Aleppo da secoli, NON un modo di aggirare le normative europee. A meno che qualche secolo fa i siriani non fossero stati preveggenti….

    • Dorothy says:

      Buonasera Paolo,
      Grazie prima di tutto per aver trovato il tempo e la voglia di rispondere così dettagliatamente al mio articolo.
      Temo purtroppo che su alcuni punti non ci siamo proprio capiti.

      Il sapone di Aleppo deve essere prodotto all’estero perchè, salvo mi sia persa qualcosa nel frattempo, l’olio di alloro è vietato dalla normativa europea nella nostra produzione cosmetica.
      Questo forse non è aggirare la normativa, ma sicuramente si tratta di importare prodotti che altrimenti non potrebbero essere sul mercato, in barba alla tutela della salute della manodopera estera.
      Questo NON crea un problema per i consumatori, che ottengono un prodotto finito non necessariamente pericoloso, ma per chi l’olio d’alloro lo deve lavorare all’estero.
      A lei probabilmente non interessa, visto che nel suo lavoro beneficia di una normativa che, mi auguro, la metta al riparo da ogni sostanza pericolosa per la sua salute (altrimenti faccia degli esposti) ma se rilegge l’articolo io ho fatto specifico riferimento a chi deve maneggiare l’olio di alloro a crudo nella produzione, un rischio NON indispensabile per un bene superfluo come una saponetta esotica.
      Il fatto che esistano altre sostanze dannose nella gamma di ingredienti cosmetici da cui attingere NON è una scusa a nessun livello, altrimenti scadiamo nel benaltrismo.

      I consumatori hanno comunque il problema non indifferente di utilizzare un sapone sovrapprezzato, sostanzialmente non migliore di una qualsiasi saponetta metodo marsiglia, e parimenti aggressivo sulla pelle, NON per la presenza dell’olio di alloro, ma per l’azione dislipidemizzante e disidratante di un prodotto a pH 9 non isoepidermico e assolutamente controidicato per pelli sensibili.

      È altrettanto pacifico che nella produzione del sapone di Aleppo tradizionale, l’olio di alloro viene aggiunto a saponificazione già avvenuta, venendo solo in minima parte denaturato e trasformato in sale sodico (o di potassio).

      Che poi il sodium laurate abbia dei benefici per la pelle, questa è una totale assurdità non sostenuta da alcuno studio dermatologico e priva di qualsiasi fondamento, visto che, come lei saprà benissimo, essendo una molecola utilizzata anche come emulsionante, aumenta la permeabilità cutanea riducendo la coesione del corneo.
      In nessun caso il sodium laurate è utilizzato come attivo, poi è pacifico che ogni azienda provi a far credere ai consumatori quello che preferisce, ma visto che qui non si corre il rischio di offendere nessun datore di lavoro perchè non si prendono soldi da nessuno, iniziamo ad essere brutalmente oggettivi sull’utilità di determinate molecole.

      È altrettanto pacifico che il sale sodico dell’acido laurico, sodium laurate appunto, non si ottiene solo dall’olio di alloro, ma da qualsiasi olio vegetale contenga acido laurico.
      Come ogni olio vegetale, anche l’olio di alloro contiene anche altre molecole oltre agli acidi grassi (di cui il laurico è una percentuale non esaustiva), per cui un sapone con il solo sodium laurate in qualità di rappresentante dell’alloro, non è sapone di Aleppo tradizionale e molto facilmente NON è stato formulato con olio di alloro puro, ma a partire da una pasta pronta.
      Questo semplificando molto, ma preferisco che il discorso sia fruibile anche da chi legge senza competenze tecniche.

      Sono sicura che lei faccia il suo lavoro benissimo, e che se le chiedono di formulare dei detergenti lei sarà tra i migliori professionisti sulla piazza, e chiaramente mi auguro verrà pagato bene per questo.
      Tuttavia, non dia per scontato di parlare necessariamente con degli incompetenti: sono sicura che, come lei potrebbe insegnare molto a me, potrebbe anche succedere il contrario. I nostri ambiti non sono subordinati, ma complementari.

      Buon proseguimento

      Dorothy Danielle

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