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Cosmetici bio di lusso: funzionano meglio? Valgono il loro prezzo?

Cosmetici bio di lusso: quando la crema costa 300 euro.

I cosmetici più costosi valgono il loro prezzo per qualità degli ingredienti ed efficacia del prodotto? I cosmetici bio di lusso funzionano meglio degli altri?
Queste domande mi sono state poste varie volte da diverse clienti (che ringrazio e saluto con affetto, le interessate sanno che mi rivolgo a loro), per cui ho pensato fosse giunto il momento di rendere pubblica la mia articolata e prolissa risposta su questo argomento pruriginoso.

Una premessa doverosa: il concetto di cosmetico costoso o di lusso, sia che parliamo di cosmetici bio, sia in relazione alle ben più note maison da profumeria commerciale, è estremamente soggettivo. Per qualcuno un cosmetico è troppo costoso quando supera la soglia dei 30-40 euro, per altri non è un problema spendere anche 100-150 euro su una singola crema bio o su un siero di lusso che ne valga la pena, infine ci sarà una piccola percentuale che considera perfettamente abbordabili anche le cifre che andrò ad illustrare oggi.

Ti parlerò infatti, piuttosto approfonditamente, di due cosmetici bio di lusso tra i più costosi: la Rose Diamond Face Cream di The Organic Pharmacy (379 € per 50 ml) e The Ultimate Wrinkle Solution della linea Elixir Vitae Tata Harper (346 € per 30 ml).
Ricordiamoci sempre che se un prodotto è in vendita, vuol dire che c’è qualcuno disposto a comprarlo, e questo consumatore non va MAI giudicato per quello che fa con i propri soldi. Possiamo certamente giudicare il cosmetico, ma il consumatore NO, e tutto sommato nemmeno l’azienda che, legalmente, fa il proprio interesse commerciale: guadagnare.

Come mai alcuni cosmetici sono così cari?
I costi dei cosmetici aumentano giustamente quando l’azienda produce i propri cosmetici da sè, con personale tecnico-scientifico, magari un piccolo laboratorio di ricerca e la possibilità di far testare i propri prodotti (a pagamento) da enti scientifici indipendenti.
Com’è ovvio, le aziende cosmetiche che fanno produrre ad altre aziende (invisibili per il consumatore) specializzate nella produzione conto terzi, le proprie formule NON coperte da esclusiva (costosa), avranno prodotti economici ma anche banali e identici ad altri mille mila sul mercato.
Tutti i cosmetici bio economici sono prodotti conto terzi e di scarsa qualità? Assolutamente no, basti pensare a Fitocose e ad Antos, che pur non vendendo certo cosmetici costosi nel ramo bio di lusso, producono personalmente le proprie formule e spesso anche i singoli ingredienti.

Personalmente ritengo che fino ai 150 euro siamo (talvolta) su cifre per cui è ancora comprensibile l’incidenza di una determinata ricerca e selezione degli ingredienti, nell’ottica di valorizzare e potenziare non solo il risultato ottenibile, ma anche l’esperienza sensoriale e aromaterapica che nella cosmesi di lusso non può essere lasciata al caso.
Profumazione e texture sono fattori che incidono sui risultati? Da alcuni studi neurologici, pare di si.
I prodotti che eccedono questa soglia, arrivando a costare anche 200-300-400 euro, sono SEMPRE overpriced o comunque inutili in paragone ai cugini che costano la metà o addirittura un decimo.

Come capire se un cosmetico di lusso è in eccessivo sovrapprezzo? Dovremmo basarci sia  sulla qualità, purtroppo non sempre comprensibile, degli ingredienti del cosmetico costoso, sia sui risultati potenzialmente ottenibili su basi scientifiche, a meno che non siano stati accertati con test in vivo indipendenti dall’azienda (quindi acquisendo valore scientifico).
Quando dico che sopra i 200 euro il cosmetico di lusso è sempre troppo costoso, intendo dire che a prezzi inferiori c’è già tutto ciò che di scientificamente efficace esiste a livello cosmetico. È un giudizio oggettivo secondo questi parametri, non secondo le disponibilità economiche (soggettive) di ognuno di noi.

Questi cosmetici di lusso molto costosi, parlando nello specifico della cosmesi bio, possono essere divisi in due categorie:

  •  CASO POSITIVO
    Il primo caso è quello dei prodotti comunque ben formulati, efficaci, di ottima gradevolezza d’uso, in confezioni sicuramente elaborate ed esclusive, talvolta con ingredienti piuttosto rari o fabbricati appositamente per l’azienda.
    Parliamo di cosmetici perfettamente utilizzabili con soddisfazione
    . Semplicemente avremmo potuto spendere meno per ottenere i medesimi buoni risultati, in quanto spesso si trovano formulazioni altrettando efficaci e gradevoli a prezzo inferiore.

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È sicuramente il caso del siero Elixir Vitae di Tata Harper, dall’altisonante nome The Ultimate Wrinkle Solution, 350 euro circa per 30 ml (11.700 euro al litro).

Con un’efficacia sostenuta da studi in vivo, produzione propria, biologico, questo siero è certamente un cosmetico di lusso tra i più costosi e ambiti.
Mantiene una sua dignità formulativa, per quanto io nutra delle remore sull’utilizzo di prodotti con così tanti ingredienti vegetali stile minestrone, i cui microcomponenti possono interagire tra loro causando più facilmente reazioni allergiche imprevedibili.

L’inci è infatti il seguente, ed è quasi impossibile capire, in questo mare magnum di estratti vegetali, le quantità, le funzioni e le possibili interazioni.
Stiamo parlando di un siero con un elenco inci da più di cinquanta ingredienti , allergeni del profumo compresi, ognuno dei quali è costituito da decine di molecole, alcune in comune, altre che andranno a reagire in modi imprevedibili.

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  •  CASO NEGATIVO
    É facile mettersi le mani nei capelli quando le aziende “organic luxury” producono cosmetici bio di lusso assolutamente mediocri, con prezzi spropositati , senza una reale efficacia distintiva o con prospettive di efficacia scadenti, sfruttando gli elementi emozionali suscitati da ingredienti totem privi della qualsivoglia valenza scientifica.
    Chiariamoci: se nel primo caso mi riferivo a prodotti cosmetici di lusso di qualità pari o superiore a quella dei migliori prodotti cosmetici più economici, ora stiamo parlando di prodotti di qualità nettamente inferiore rispetto ad altri meno costosi.

Per farti un esempio di cosmetico costoso assolutamente fuffa, posso segnalarti con certezza la creazione di The Organic Pharmacy che risponde strettamente a questa logica di puro marketing: Rose Diamond Face Cream, 380 euro per 50 ml (7.600 euro al litro).

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Si tratta di un prodotto che sfrutta l’elemento emozionale suscitato dalla rosa e dal diamante, del quale nella crema è presente una polvere priva di qualsiasi valore economico e scientifico, con prospettive di efficacia nulle.
The Organic Pharmacy, che in altri casi ho premiato, vende così una crema molto grassa, mediocre nel panorama ecobiologico, potenzialmente occlusiva per cui adatta solo a pelli molto secche, senescenti e rugose, che otterrebbero gli stessi identici risultati applicando un po’ di Nivea del barattolo blu oppure, se vogliamo restare sul naturale, facendo ogni sera una routine basata acido ialuronico, burro di karité e olio di avocado (spendendo in tutto una trentina di euro).

La Rose Diamond Face Cream non contiene antiossidanti puri, nessun attivo tecnologico antiage, nulla. L’inci fa solo ed esclusivamente sfoggio di molti grassi, molti banali, alcuni rimaneggiati in laboratorio, per esempio il myristyl myristate, un olio di origine naturale sintetizzato, molto comedogeno.

Ritengo poi un’ulteriore presa in giro il fatto che, oltre alla polvere di diamante reclamizzata tra gli ingredienti chiave (ripeto: inutile), nella formulazione sia in realtà presente anche della mica, ossia il minerale utilizzato nel make up per creare i prodotti con brillantini.
Vorrei che questa cosa fosse chiara: NON è la polvere di diamante a dare eventuale perlescenza e pagliuzze luminose alla crema, ma dei banali brillantini.
Insomma, un bruttissimo scivolone e un bruttissimo prodotto da parte di un brand che, come sai, apprezzo moltissimo.
Eccone l’INCI:

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Anche per quanto riguarda questi prodotti estremamente lussuosi si conferma quindi la necessità di valutare caso per caso, prodotto per prodotto, la singola formulazione, in base alle esigenze della pelle sulla quale vogliamo andare applicare il trattamento.

Un fattore da non trascurare sulla vendita di questi cosmetici è, in molti casi, il desiderio di valorizzare la propria immagine sociale da parte di chi acquista questi prodotti.
Non dimentichiamo, infatti, che alcuni settori della cosmesi sono e saranno sempre utilizzati più come status symbol da sfoggiare in bagno, che come effettivo strumento di miglioramento della pelle.
Tuttavia il problema si pone quando il cliente in cerca di cosmetici efficaci viene “raggirato” sulla effettiva natura ed utilità di alcuni rinomati cosmetici di lusso, cosa che avviene (nulla di illegale) con una certa frequenza.
Se un cosmetico economico fa pena ci possiamo dispiacere, ma si può chiudere un occhio, tuttavia quando ad essere così scadente è un cosmetico bio di fascia lusso, molto costoso, è praticamente inevitabile una forte delusione.
Ricordiamoci infatti che questi prodotti non solo svuotano il portafogli, ma rovinano anche  l’immagine della cosmesi ecobio-naturale-green in generale, ad oggi ritenuta spesso più performante e percepita dal consumatore come formulata in modo più trasparente ed etico rispetto alla cosmesi classica.

Dorothy Danielle

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7 pensieri su “Cosmetici bio di lusso: funzionano meglio? Valgono il loro prezzo?

  1. Maria Iannaccone says:

    Ciao Dorothy, buon pomeriggio. 🙂
    I tuoi articoli sono per me una manna dal cielo, come ben sai…
    Grazie tanto per questa riflessione guidata.
    Personalmente, non giudico una persona buona o cattiva dai suoi acquisti, semplicemente concludo che chi può spendere €350 per un cosmetico, sicuramente ha disponibilità più alte delle mie, riguardo a quel prodotto.
    Io non sono disposta a spendere tanto per un cosmetico, sebbene in passato abbia effettuato tre trattamenti il laser al viso, al prezzo di €300 ognuno, per eliminare gli esiti cicatriziali dell’acne ( trattamento ampiamente discusso e concordato con il dermatologo che mi aveva in cura).
    Quindi, sicuramente tutto è soggettivo, nella scelta di un cosmetico.
    Io personalmente ho sempre cercato la sostanza, non l’apparenza. Però, ci sono persone che si sentono a posto con se stesse e con la società solo se spendono capitali in prodotti firmati, pur non capendo un tubo di quel che mettono in faccia o addosso. Quando mi “incremo”, dando alla mia pelle anche dei necessari conservanti e/o potenziali allergeni contenuti in un cosmetico, lo faccio per migliorare lo stato e l’aspetto della mia cute, non per dimostrare a me stessa o alla società che posso spendere €300 per un prodotto 🙂
    Grazie per l’onestà dei tuoi scritti, ricordo bene di come hai scritto cose molto positive su “The organic pharmacy”, ma è giusto scrivere sempre la verità.
    A proposito, ti farebbe piacere dare una delucidazione sui conservanti presenti nei cosmetici in un prossimo articolo?

    • Dorothy says:

      Buonasera Maria,
      Grazie a te per aver condiviso il tuo pensiero!
      Generalmente chi acquista cosmetici a questi prezzi o fa dei sacrifici (ed è un peccato, non ne vale la pena), oppure ha delle risorse tali da poter poi aggiungere a latere filler, botox, SPA, laser e qualsiasi trattamento di dermatologia cosmetologica ti possa venire in mente. Il cosmetico in questi casi ha vita davvero facile, perchè gli viene richiesto solo un buon mantenimento.

      Un articolo sui conservanti è nella (lunga) lista delle rubriche che vorrei scrivere, per cui un giorno, all’improvviso, arriverà. 😉
      Buon proseguimento
      Dorothy

  2. Luisa says:

    Ottimo articolo Dorothy. Sei davvero una delle pochissime esperte beauty insieme a Lola che non fa “marchette” alle aziende. The organic pharmacy ha dei prodotti ottimi ma la Diamond Rose non è la loro punta di diamante (a discapito del nome). Apprezzo molto la tua serietà! Concordo sullo scetticismo verso gli INCI chilometrici o i prodotti che dichiarano un numero eccessivamente alto di funzionali (Tata Harper dice addirittura 38): Potrebbero essere presenti in dosi omeopatiche e comunque non si riuscirebbe ad apprezzare la presenza e l’effetto di un funzionale perché si perderebbe in mezzo a tutti gli altri in seguito alla diluizione. Non vedo l’ora di leggere i tuoi prossimi articoli!

    • Dorothy says:

      Buonasera Luisa,
      Grazie a te, gentilissima come sempre.
      La mia preoccupazione riguardante le formulazioni che concentrano un numero di ingredienti così alto non sta tanto nella loro eventuale inefficacia, ma nel problema che si pone in caso di allergia o sensibilità; penso alla notevole difficoltà di individuare la causa di un’eventuale reazione avversa.
      A livello di efficacia, è molto probabile che in questi casi si punti sull’effetto cumulativo, ad esempio associando le molecole antiossidanti (o riparatrici, o emollienti…) presenti in ogni estratto, per cui se l’azione del singolo attivo va a perdersi, è pur vero che l’unione di tanti funzionali può dare risultati inaspettati.
      Buon proseguimento,
      Dorothy

  3. Elenucci says:

    Che bell’ articolo, Dorothy. Sei una manna di preziose informazioni! Io credo che l’investimento più sensato ed efficace sia acquistare la tua consulenza (che comunque non è certo così costosa, e che vale immensamente di più).Io ne sono contentissima!

  4. Liliana says:

    Ciao Dorothy,
    mi sono sempre domandata cosa mai può contenere un cosmetico cosi costoso? Adesso ho capito.
    Grazie per questo articolo, per la sincerità e il coraggio. Spero che la The Organic Pharmacy non l’abbia presa male…
    Buona serata

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