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Pelle grassa: perchè la pelle è oleosa? Cause e rimedi PARTE 1

Pelle grassa: la tipologia di pelle più sensibile e più maltrattata di sempre.
In questa rubrica affrontiamo le cause che scatenano l’oleosità della pelle,  gli errori più comuni a cui si va incontro nel tentativo di “curare” la pelle grassa , e infine i rimedi possibili a livello cosmetico e alimentare.
In questa prima parte affrontiamo le nozioni di base per capire le cause della pelle grassa, ossia i meccanismi che si celano dietro l’iper-produzione di sebo.

Riconoscere la pelle grassa è semplicissimo: caratterizzata da una secrezione abbondante di sebo, la pelle risulta unta al tocco e alla vista, letteralmente coperta da un velo di olio. La grana della pelle grassa è di norma granulosa, irregolare, ruvida e con i pori visibilmente molto dilatati.
Se la descrizione corrisponde alla situazione del tuo viso, questo articolo ti aiuterà a capire la tua pelle e ad evitare errori gravissimi nella tua skincare.
Ovviamente, prima di parlare dei rimedi, dobbiamo risalire alla fonte e scoprire cosa causa l’eccesso di sebo.

LE CAUSE DELLA PELLE GRASSA

Questa nel disegno è la nostra pelle, o meglio, una sezione di pelle e dei suoi strati più profondi, utile ad avere un’idea semplificata dei meccanismi che portano il sebo sulla superficie. Focalizza la tua attenzione sulla ghiandola sebacea evidenziata in rosa.

Queste ghiandole fanno parte dell’unità pilo-sebacea,  una struttura che dal derma si collega alla superficie della cute attraverso un canale (il dotto pilo-sebaceo), utilizzato dai peli e dal sebo per uscire dai nostri pori. Attaccata a questo canale c’è la ghiandola sebacea, una sacca colma di cellule chiamate sebociti.

I sebociti sono cellule dall’esistenza breve ma intensa, la cui vita dura appena sette giorni; poi, passata questa settimana, ogni sebocita si suicida. Si chiamano cellule olocrine proprio perchè TUTTA (dal greco, olos) la cellula si trasforma in secrezione.
Il sebo non è quindi un prodotto del sebocita, il sebo È proprio fatto di sebociti distrutti.
La decomposizione del sebocita costituisce quindi il sebo che risalirà ogni dotto pilo-sebaceo fino ad uscire dai pori e ungere il viso.

Come mai solo alcuni esseri umani hanno il (discutibile) privilegio di ritrovarsi col viso unto a metà giornata?
Nei casi di pelle grassa si ha una situazione detta seborrea, nella quale le ghiandole sebacee risultano di dimensioni superiori alla media e producono quantità di sebo eccessive.

Chi ha dato il permesso alle ghiandole sebacee di crescere così tanto? Le cause effettive della pelle grassa sono solo due:

  • genetica, quindi la pelle oleosa è una tipologia cutanea ereditata dai genitori
  • ormonale, causata da eccesso di ormoni maschili oppure eccessiva sensibilità agli androgeni

Nei casi in cui ci sia un eccesso di ormoni androgeni in una donna, si notano solitamente altre problematiche, come la Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS), un notevole eccesso di peli (irsutismo) e facile comparsa dell’acne.
Tuttavia, nella maggior parte delle donne con la pelle grassa, i dosaggi ormonali risultano assolutamente perfetti.
La soluzione più accreditata, in questi casi, è che ci sia un’eccesso di ricettività a fronte di quantitativi di ormoni androgeni perfettamente normali.
Più o meno quello che succede quando qualcuno osa entrare in casa con le scarpe, sul pavimento appena lavato, e capita che venga smembrato con un machete. Possiamo chiamarla “reazione esagerata”.

La colpa è di un enzima, chiamato 5-alfa-reduttasi, che trasforma gli ormoni deboli in DHT (diidrotestosterone), un potente ormone maschile che risulta particolarmente attivo nello stimolare l’aumento del numero dei sebociti e, di conseguenza, la seborrea.
I casi sono quindi due: concentrazioni eccessive di ormoni maschili, oppure concentrazioni geneticamente elevate di enzima 5-alfa-reduttasi.
Pur essendo simpatico come un amico ubriaco attaccato al citofono alle 5 di mattina, non c’è modo di bloccare questo enzima con nessun cosmetico.

Anzi, in un bel report sulla pelle oleosa pubblicato nel 2012 su Skin Pharmacology and Physiology , i ricercatori Sakuma e Maibach ci hanno fatto sapere che non siamo ancora in grado, neppure a livello medico, di sopprimere la seborrea senza provocare effetti collaterali sistemici (tradotto: senza fare casino in tutto l’organismo).
Non resta che seguire i sebociti nella loro triste sorte suicida? Ovviamente no, ma dei rimedi possibili per arginare l’unto parleremo dopo.

LA PELLE GRASSA È UNA PELLE SENSIBILE

Follicolo-pilo-sebaceo-ghiandole-sebacee-sebociti-microscopio

Versione realistica delle ghiandole sebacee (1-2-3-4) al microscopio. Si può notare come i sebociti si disfino e risultino meno definiti man mano salgono verso il dotto pilo-sebaceo. 5 – muscolo Arrector Pili (quello che fa letteralmente drizzare il pelo). 6 – bulbo pilifero

Il sebo è, come abbiamo visto, una sostanza grassa fatta da una poltiglia di sebociti.
La sua composizione è più complessa di qualsiasi emolliente possiamo trovare, ad oggi, in qualsiasi prodotto cosmetico, oltre ad essere molto difficile da studiare in purezza, perchè nel suo percorso di risalita verso la superficie viene invariabilmente contaminato.
Infatti, dalle ghiandole sebacee alla superficie della pelle, il sebo si mescola con i lipidi epidermici prodotti dalle cellule cutanee (cheratinociti) in disfacimento, con il sudore e con le cellule morte che raccoglie dalle pareti del dotto pilo-sebaceo.
Quello che troviamo sulla superficie della pelle non è quindi solo sebo, ma un mix di tutte queste componenti cutanee che alterano in modo significativo gli “ingredienti” di base del sebo.

Una percentuale enorme del sebo è costituita da trigliceridi e loro derivati (57,5%), poi incontriamo esteri cerosi (26%), il celeberrimo idrocarburo squalene (12%), infine colesterolo ed esteri del colesterolo (4,5%).
Se consideriamo che lo squalene e gli esteri cerosi si trovano esclusivamente nel sebo, e in nessun’altro grasso organico del nostro corpo, si capisce come la seborrea sia una condizione cutanea unica nel suo genere, perchè crea delle dinamiche e delle reazioni peculiari e tipiche solo della pelle grassa.

Per quanto i grassi epidermici rilasciati dai cheratinociti siano mille volte più importanti, anche il sebo ha la sua utilità e i suoi (pochi) lati positivi:

  • diminuisce la perdita di acqua trans-epidermica (TEWL), aumentando così l’idratazione della pelle
  • fa parte del film idrolipidico cutaneo che protegge la pelle dalle aggressioni esterne perpetrate da microrganismi e agenti inquinanti
  • lo squalene del sebo protegge la pelle dalle scottature e dai raggi UV
  • la componente antiossidante del sebo protegge la pelle da radicali liberi, invecchiamento fotoindotto e altri elementi pro-ossidanti

Tuttavia, il sebo, soprattutto quando eccessivo, ha una forte carica infiammatoria che rende la pelle grassa estremamente delicata e facilmente reattiva.
La maggiore irritabilità rispetto alle altre tipologie cutanee è una caratteristica costituzionale della pelle grassa, dovuta soprattutto alla presenza di una grande percentuale di acidi grassi irritanti, i quali derivano dai trigliceridi idrolizzati che compongono il sebo.

Tra questi acidi grassi, il più abbondante nel sebo è l’acido palmitico, che è presente in larga percentuale anche nell’olio di palma e nell’olio di oliva, i quali non creano alcun problema se ingeriti con l’alimentazione, ma possono risultare controproducenti se utilizzati con regolarità e in dosi rilevanti nella skincare.

La sensibilità della pelle grassa è quindi costituzionale, collegata alla presenza della seborrea, e si aggrava se appaiono sfoghi ti tipo acneico; il batterio propionibacterium acnes stimola reazioni immunitarie di tipo infiammatorio nella pelle, alterando la composizione del film idrolipidico cutaneo.

L’EFFETTO REBOUND NON ESISTE

Pelle-grassa-effetto-rebound-detergenti-errori-rimedi

So bene che milioni di volte avrai letto o sentito dire che l’uso di detergenti e cosmetici troppo sgrassanti induce la pelle a compensare questa deprivazione del proprio sebo con un’oleosità ancora maggiore.
Si tratterebbe del famoso effetto rebound, ciclicamente sostenuto e confutato dalla comunità scientifica, in un susseguirsi di studi che per tutta la seconda metà del Novecento hanno provato a stabilire se c’è qualche correlazione tra quello che facciamo sulla superficie della pelle e l’attività delle ghiandole sebacee.

Nonostante l’effetto rebound sia stato bollato come bufala per la prima volta nel lontano 1958 da Kligman e Shelly, la successiva schizofrenia di opinioni contrastanti porta ancora oggi alcuni dermatologi (forse un po’ disinformati sulla pelle grassa) a sostenere che si possa indurre un’iperproduzione di sebo semplicemente sgrassando la pelle.

L’effetto rebound è quindi solo un mito ignobile da sfatare: le ghiandole sebacee funzionano in continuazione, indipendentemente da quello che viene fatto in superficie. Se sgrassi o ungi, a loro non importa un fico secco.

Mi farai notare che la pelle non ti sembra sempre grassa allo stesso modo, che ti capita di constatare come DAVVERO si unga di più quando la sgrassi molto.

La quantità di sebo che arriva sulla superficie della cute non è costante e non è correlata al ritmo di  proliferazione dei sebociti: nel dotto pilo-sebaceo si accumulano delle riserve di sebo che provocano momenti in cui la pelle è più asciutta, alternati a momenti in cui la cute sembra un frantoio inarrestabile, quando le riserve si svuotano. I sebociti, nel frattempo, continuano a suicidarsi e trasformarsi in sebo come se nulla fosse.
La velocità con cui il sebo arriva in superficie dipende da molti fattori: certamente rallenta se la pelle è già coperta di unto (che crea tensione superficiale) così come rallenta se la sua composizione è troppo densa o cerosa, oppure ancora se i pori sono per qualsiasi motivo ostruiti.

L’assenza dell’effetto rebound NON è comunque un buon motivo per pulire la pelle grassa con certi gel detergenti che sembrano detersivo per piatti.

Restano quindi un paio di domande:

  • Se l’effetto rebound non esiste, posso usare i detergenti sgrassanti per pelle grassa?
  • Cosa posso fare a livello cosmetico e alimentare per la mia pelle oleosa?

Leggi la seconda parte della rubrica, Pelle grassa: 5 errori che sicuramente hai fatto. Troverai 5 abitudini, tra skincare e stile di vita, molto comuni tra chi soffre l’oleosità della pelle grassa, che causano gravi danni alla salute della pelle sul lungo periodo, senza dare alcun beneficio sulla seborrea.

Grazie per essere arrivata fin qui!

Dorothy Danielle

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9 pensieri su “Pelle grassa: perchè la pelle è oleosa? Cause e rimedi PARTE 1

  1. Elisabetta says:

    Articolo interessantissimo per una persona come me che ha una pelle mista-grassa fin da piccola! In particolare i consigli sull’alimentazione sono preziosi perché, per esperienza personale, si tende a cercare soluzioni prima a livello di cosmesi che di alimentazione.
    Da quando sono passata al bio la situazione è migliorata (la lucidità si è ridotta a poche zone), ma devo ancora lavorare molto.
    Aspetto con ansia i consigli della seconda parte 🙂
    Grazie mille!

    • Dorothy says:

      Buonasera Elisabetta,
      Ti ringrazio molto per aver apprezzato l’articolo!
      Nel caso della pelle grassa le attenzioni alimentari servono sicuramente a non peggiorare la situazione, mentre i cosmetici, semplicemente, sono palliativi.
      Ne parleremo più approfonditamente la prossima settimana,
      A presto,
      Dorothy

  2. Luisa says:

    Ciao Dorothy, mille complimenti davvero per questo articolo interessante ed esaustivo sull’argomento! Di recente ho utilizzato per due – tre mesi i prodotti Domus Olea nella linea SeboLift e dopo un primo miglioramento la situazione è peggiorata, ossia mi sono comparsi brufoli rossi sul viso che perdurano per settimane. Ciò può essere dovuto al fatto che Domus utilizza estratti della foglia d’olivo oppure il problema l’acido palmitico si trova solo nel frutto?

    • Dorothy says:

      Ciao Luisa,
      Ti ringrazio molto per i complimenti!
      Ricorda sempre che la pelle grassa è una pelle molto delicata e che prima di tutto la detersione deve essere la più delicata possibile, evitando quindi saponi e tensioattivi, così come bisogna prestare attenzione all’aggressività dei trattamenti che si usano, che vanno bilanciati con qualcosa di lenitivo ed eventualmente se ne può diminuirne la frequenza d’uso.
      Buona serata!
      Dorothy

  3. Dindi says:

    Articolo interessantissimo, complimenti, attendo con ansia la seconda parte! 🙂
    L’ultimo dermatologo a cui mi sono rivolta per un problema di caduta capelli ha imputato la mia alopecia all’enzima 5 alfa-reduttasi e mi ha prescritto una cura con applicazione locale di una lozione a base di progesterone. Mi interessa capire che ruolo ha il progesterone nell’eccesso di sebo, dato che lo nomini (perdonami, non riesco a leggere quel passaggio dell’articolo e non capisco se è un problema di visualizzazione del mio smartphone). In effetti in questi ultimi mesi ho il cuoio capelluto eccessivamente grasso, mentre il viso mi pare essere rimasto misto-grasso come sempre!
    Stavo per acquistare degli integratori di omega 3, dopo avere letto i tuoi articoli a riguardo. A questo punto attendo la seconda parte sulla pelle grassa per capire cosa possa tornarmi più utile!
    Grazie ancora

    • Dorothy says:

      Ciao Dindi,
      Posto che la diagnosi e la terapia del dermatologo non si toccano (anche perché mi appaiono del tutto sensate), il tuo sembra uno di quei problemi in cui bisogna scegliere tra “la botte piena e la moglie ubriaca”.
      Se da un lato il progesterone è effettivamente una cura medica utile per la perdita di capelli nelle donne, dall’altro, semplificando moltissimo tutti i meccanismi di antagonismo e bilanciamento che si mettono in moto, potrebbe amplificare gli effetti del testosterone attraverso l’inibizione degli estrogeni. Come conseguenza potresti avere temporaneamente il cuoio capelluto più oleoso, attraverso il meccanismo visto nell’articolo, che coinvolge l’enzima 5-alfa-reduttasi e alza il DHT.

      Trattandosi di una terapia medica, esuliamo largamente dal mio ambito di competenza, senza contare che potrebbe essere un farmaco formulato in modo particolare per cui senza tutti gli effetti di cui sopra.
      Tieni comunque conto che un’applicazione localizzata pensata per i capelli non avrà effetti sistemici pesanti come potrebbe essere una pastiglia di ormoni per bocca, per di più è solo una cosa temporanea ed è anche vero che non tutti rispondono allo stesso modo alle terapie.
      Se hai dei dubbi sulla tua terapia, la cosa migliore è chiamare il medico che te l’ha prescritta, il quale ha un quadro chiaro dei risultati che ha ottenuto con i pazienti precedenti e può dirti se rischi un peggioramento dell’oleosità.

      Buona serata,
      Dorothy

      • Dindi says:

        Sì, certo, non voglio mettere in dubbio la diagnosi del dermatologo, né entrare in campo medico, volevo solo capire meglio il ruolo del progesterone che, a quanto ho capito, dovrebbe inibire l’enzima 5 alfa reduttasi. Mi chiedo: se ha il potere di inibirlo e quindi di ridurre la produzione di testosterone, non dovrebbe anche aiutare a produrre meno sebo? O c’è qualche meccanismo che mi sfugge?
        Grazie mille, come sempre, per la tua disponibilità!

        • Dorothy says:

          Buongiorno Dindi,
          È il contrario: il pregesterone AUMENTA l’attività del testosterone, quindi aumenta i livelli di DHT tramite enzima alfa-5-reduttasi.
          Il punto è che l’applicazione cutanea non necessariamente comporta livelli di assorbimento tali da provocare queste reazioni sistemiche.
          Buon proseguimento,
          Dorothy

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