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PELLE GRASSA: 5 ERRORI DI SKINCARE che sicuramente hai fatto | Cause e rimedi parte 2.

La cura della pelle oleosa è una delle più difficili e controintuitive: i rimedi proposti dal mercato cosmetico portano ad usare detergenti sgrassanti, a grattare, aggredire e prosciugare questa pelle per dare l’impressione di ripulirla dall’eccesso di sebo.

Se tu stessa sei confusa tra i vari prodotti disinfettanti, sgrassanti, opacizzanti e seboregolatori per pelle oleosa, questa rubrica fa per te: andremo a scoprire perchè la maggior parte dei prodotti cosmetici pensati e venduti per la pelle grassa è in realtà, citando il giudizio di Fantozzi sulla Corazzata Potemkin, “una cag**a pazzesca”. Soprattutto quando si parla di detersione.

Abbiamo visto nella prima parte di questa rubrica le cause della pelle grassa, abbiamo sfatato il mito dell’effetto rebound, che non esiste, e abbiamo scoperto che il sebo gioca un ruolo fondamentale nel rendere la pelle grassa particolarmente sensibile a irritazioni e aggressioni, a causa dell’attività pro-infiammatoria di alcune sue componenti.
Qui parliamo invece di errori comuni che non risolvono mai l’eccesso di oleosità, ma possono indebolire ulteriormente i meccanismi di difesa della pelle e renderla reattiva, acneica o addirittura farla invecchiare precocemente.

DIVERSIFICARE LA SKINCARE

Quando applichi un prodotto cosmetico per pelle grassa, magari sedicente seboequilibrante, il tuo desiderio è quello di comunicare alle ghiandole sebacee di darsi una regolata.

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Il problema è che la maggior parte di questi prodotti NON FUNZIONA sul lungo periodo e non ottieni alcun miglioramento. In sostanza le ghiandole sebacee continuano il loro lavoro indisturbate e la tua pelle resterà oleosa tanto quanto prima.

Di solito se hai la pelle grassa arrivi poi a comprare tutta la linea sgrassante per pelle oleosa dell’azienda Criminali Cutanei, siccome la commessa ti ha assicurato che quella roba funziona solo se usi tutti i prodotti insieme… Gioie e dolori del marketing.
In quelle linee c’è spesso un solo prodotto decente, due al massimo, il resto è tutta fuffa per farti upselling (portarti a spendere di più).

La prima regola che non viene quasi mai rispettata da chi ha una pelle oleosa: non fossilizzarti solo su linee di prodotti venduti per pelle grassa.

In sostanza la tua intera routine cosmetica finisce per essere un alternarsi di detergente Nelsen piatti, scrub gratta-tutto, peeling All’osso, crema oil free evanescente opacizzante Desertica e maschera assorbente Tiprosciugo.
Nulla che dia sollievo o cerchi di ripristinare le difese della cute, perchè ti hanno anche detto che la pelle grassa è molto resistente (cavolate).

La tua pelle non ha altre esigenze? Hai bisogno di proteggerla dall’inquinamento, dal freddo e dalla luce, ma anche da infiammazioni e fattori ossidativi. Se ti preoccupi solo del sebo, la tua skincare ha già fallito in partenza.

La seconda regola è un corollario della prima: non fossilizzarti su un solo ingrediente per tutta la tua routine.

Mi spiego meglio con un esempio.
Se piace l’effetto dell’acido salicilico, attivo che compare tra gli ingredienti effettivamente utili per la pelle oleosa, non andarlo a cercare in TUTTI i prodotti della tua skincare. Non ti serve e fai solo danni.
Immagina di avere una passione sfrenata per il gorgonzola e di farne scorpacciata a colazione, pranzo e cena. Scommetto quello che vuoi sull’arrivo di bella nausea nel giro di qualche giorno.

Il problema è che tutta questa roba aggressiva che viene commercializzata apposta per pelli grasse è un TRAUMA insopportabile per la cute.

Regola numero 3: Diversifica la tua skincare e ricordati che dove aggredisci, devi poi lenire, proteggere e restituire.

LA PELLE GRASSA È UNA PELLE SENSIBILE CHE AGGREDISCI INUTILMENTE

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Se tutta la tua routine si basa di prodotti disidratanti e dislipidemizzanti, l’unico risultato che otterrai è di danneggiare la barriera cutanea, con possibili discromie, infiammazioni e sensibilizzazione.
Un danno alla barriera cutanea si traduce inizialmente in una leggera disidratazione, poi desquamazioni e pelle che tira, fino ad arrivare ad una minore elasticità e compattezza, quindi all’invecchiamento precoce, con tessuti cadenti e segnati dalle linee di espressione.

La barriera cutanea è la nostra prima protezione sull’epidermide: essa è formata dai lipidi epidermici, componenti completamente diversi dal sebo, creati dalle cellule degli strati superficiali. I lipidi epidermici della barriera riempiono gli spazi intra-cellulari dando compattezza e coesione alla pelle.
Questa barriera impedisce la perdita dell’idratazione e controlla i flussi in entrata e in uscita, comportandosi da vero e proprio scudo protettivo contro le aggressioni esterne (agenti ossidanti, batteri, sostanze irritanti…), ed è la nostra prima prevenzione antiage.

La REGOLA NUMERO 4, assoluta e imprescindibile, racchiude e riassume in sè le prime tre:

NON aggredire mai la pelle grassa, perchè i danni di una skincare troppo sgrassante possono essere ben maggiori e definitivi se la pelle viene irritata o danneggiata nelle sue strutture protettive ed elastiche.

Soprattutto in fase di detersione, sono dannosi i prodotti schiumogeni e dislipidemizzanti che sgrassano in modo eccessivo, rimuovendo tutto il sebo ormai in superficie, ma soprattutto rovinando la coesione delle cellule epidermiche.

Durante la skincare, è bene non stratificare solo prodotti extra assorbenti, sgrassanti, esfolianti e antibatterici senza restituire nulla alle naturali difese cutanee.

PELLE GRASSA E SOLE

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Kate Moss per St. Tropez, la celeberrima linea di autoabbronzanti, ci ricorda che si può avere un’abbronzatura stupenda senza stare al sole e senza essere arancioni

Se in linea di principio tutti dovremmo evitare di piazzarci al sole per ore e ore ad abbrustolire come polli allo spiedo, la pelle grassa ha un motivo in più per stare lontana dai danni dell’eccessiva esposizione solare: evitare di diventare pelle irritata e impura, o addirittura acneica.

So cosa stai pensando: la tua pelle sembra magicamente meno oleosa se esposta al sole. Verissimo, te lo concedo.
Per caso, una volta finite le vacanze, ti ritrovi immersa in un mare di sebo e, di solito, in un incomprensibile aumento delle impurità?
Questo succede perchè il sole induce un ispessimento dello strato corneo, la parte più superficiale della pelle, e parallelamente i pori riducono temporaneamente le proprie dimensioni, soprattutto al mare.
Si tratta della situazione perfetta perchè si verifichi un’occlusione dei pori, che provoca il rallentamento del sebo e l’aumento delle sue riserve, per poi esplodere a vacanze concluse in un mare di unto, punti neri, punti bianchi e brufoli.
Giusto per accoglierti al rientro nella società civile.

Non tutta l’estate vien per nuocere: chi ha un sebo denso e ceroso può beneficiare delle temperature estive più elevate che ne fluidificano la consistenza, tanto che il sebo viene espulso più facilmente.
Una pelle grassa (se NON esposta intenzionalmente al sole) puó essere addirittura più pulita in estate che in inverno.
Certo, il caldo rende ancora più insopportabile la sensazione di unto sulla pelle, ma con un’incarnato pulito, compatto e omogeneo, un po’ di unto è un male minore facilmente arginabile.

Nella terza parte della rubrica vediamo come, affrontando i possibili rimedi cosmetici alla pelle grassa. Riusciremo finalmente a parlare del metodo corretto per trattare la pelle oleosa, con un occhio di riguardo per gli ingredienti cosmetici (funzionali) da privilegiare e le possibili integrazioni alimentari.

Riassumendo, i 5 errori da evitare sulla pelle grassa:

  1. NO all’uso di una sola linea o comunque di soli prodotti per pelle grassa
  2. NO a routine basate su un solo attivo troppo aggressivo (di solito un acido)
  3. MAI dimenticare di lenire e proteggere la pelle per compensare i trattamenti più forti
  4. NO ad una skincare troppo aggressiva e sgrassante
  5. NO all’esposizione solare sistematica e intenzionale

Grazie per essere arrivata fin qui,

Dorothy Danielle

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12 pensieri su “PELLE GRASSA: 5 ERRORI DI SKINCARE che sicuramente hai fatto | Cause e rimedi parte 2.

  1. Martina says:

    Cara Dorothy ☺️,
    Grazie infinite per questa rubrica davvero interessante !
    Mi hai fatto conoscere caratteristiche della pelle grassa di cui non ero assolutamente a conoscenza.
    Io ho esattamente questa tipologia di pelle e la mia in particolare non è sensibile..di più ! Dopo aver letto il tuo articolo mi chiedevo se anche l’uso del panno in mussola per esfoliare o di uno scrub o l’uso dei dispositivi elettronici per la pulizia del viso, come il Clarisonic, possono essere troppo aggressivi e danneggiare la mia pelle, invece di pulirla. La mia pelle infatti diventa arrossata e irritata subito dopo averli usati.
    Grazie ! Aspetto con ansia la terza parte !
    Martina

    • Dorothy says:

      Ciao Martina,
      Grazie a te per aver apprezzato questo piccolo manuale!
      Per rispondere alla tua domanda, possiamo dire che l’uso cumulativo di scrub, spazzole per la pulizia del viso e mussole molto ruvide può portare a risultati disastrosi su qualunque pelle, non solo quella sensibile, anche senza usare tutto nella stessa “sessione”.
      Il Clarisonic da solo (e dispositivi analoghi) provoca già abbastanza dermatiti per farmene sconsigliare l’uso a prescindere, con qualsiasi spazzola.
      Gli scrub sono un altro prodotto che si può evitare: molti sono estremamente inquinanti, tutti sono scomodi per trattare bene le piccole pieghe del viso e si finisce anche in questo caso per irritare le zone più ampie dove si riesce a “grattare” di più.
      Resta dunque il panno in mussola, unico esfoliante meccanico che mi sento di consigliare, la cui trama garzata permette, con la modulata pressione delle dita, di asportare delicatamente le cellule morte già sfaldate. Quelli più spessi e ruvidi vanno usati in condizioni normali solo di sera, mentre per le pelli sensibili ci sono quelli più sottili e delicati, altrettanto efficaci ma meno esfolianti, che funzionano ugualmente bene nel rimuovere burri e oli detergenti. Ovviamente in casi di ipersensibilità vanno scelti prodotti per la detersione che non richiedono grande sforzo e pressione per essere rimossi.
      Buona serata,
      Dorothy Danielle

  2. Maria Iannaccone says:

    Ciao Dorothy e Buona settimana.
    Spero le tue giornate pasquali siano state serene e… cioccolatose,
    con buona pace della pelle 🙂
    Ps a proposito… il cibo non è da te indicato come qualcosa a cui
    porre attenzione in caso di pelle grassa/acneica.
    Il mio dermatologo suggeriva una non stretta relazione, in termini di causa-effetto.
    Forse qualche volta avevamo già sfiorato l’argomento su queste pagine, onestamente però non ricordo.
    Posso chiederti la tua posizione al riguardo?
    Grazie per l’articolo.
    In sostanza, i sebociti lavorano nello strato più profondo della pelle, l’ipoderma,
    mentre i cosmetici (giustamente) arrivano agli strati superficiali che sono racchiusi nell’epidermide.
    Un caro saluto

    • Dorothy says:

      Buonasera Maria,
      Ti ringrazio e spero che siano stati giorni piacevoli anche per te. Devo dire che sono piuttosto fortunata: non amo i dolci e il cioccolato rientra tra le cose che evito volentieri (in passato ho fatto anche scadere la Nutella). Un gianduiotto è il massimo che tollero prima della nausea.

      In questa rubrica stiamo parlando solo di pelle grassa e del problema dell’oleosità, non delle sue varianti con dermatosi, per cui ho ritenuto più opportuno focalizzarmi sugli errori nella skincare piuttosto che parlare di alimentazione.
      D’altronde se la pelle non ha problemi ma è solo unta vuol dire che la dieta va già abbastanza bene, pur esistendo delle piccole attenzioni che possono essere poste nell’alimentazione e nelle integrazioni, che troverai nella terza parte.
      La pelle con acne attiva richiede invece molte più attenzioni da questo punto di vista, non tanto per correlazioni dirette causa-effetto, ma per evitare di alimentare i focolai infiammatori. Ne parleremo in tema di acne e impurità.

      Buona serata,
      Dorothy

  3. Lara says:

    Buonasera Dorothy, sono tua lettrice da poco, cercavo consigli sulla corretta detersione e il tuo articolo “scommettiamo che non sai lavarti la faccia” mi ha incuriosito e il tuo blog mi ha appassionato.
    Per passione ma soprattutto per il lavoro che faccio (indovina!!!!!!?????? Lavoro in profumeria!!!!) cerco continuamente di informarmi per essere sempre preparata e consigliare al meglio le clienti.
    A parte il fatto che ho applicato subito i tuoi consigli e mi sono innamorata del panno in mussola, ti scrivo per dirti che sarebbe molto bello se tu non criticassi così aspramente chi fa il mio mestiere. Io immagino che tu abbia avuto terribili esperienze entrando in profumeria in passato per pensarla così è mi dispiace.
    È vero, te lo concedo, nel nostro ambiente ormai siamo tempestate dai vari marchi che ci impongono obiettivi continui, però considera anche che la maggior parte di noi che lavora in profumeria lo fa per passione, come te, e la passione non è solo verso i cosmetici ma anche e soprattutto verso le persone che ci chiedono consiglio.
    Anche se abbiamo obiettivi di vendita il nostro consiglio cerca di essere sempre mirato verso le clienti, cerchiamo di ascoltarle, è la prima cosa che ci insegnano ai corsi, e di aiutarle a raggiungere il loro obiettivo, vedersi più belle, sentirsi più a loro agio, cerchiamo di essere accoglienti anche se spesso non è facile e speriamo di essere premiate dal loro ritorno che da tanta soddisfazione perché vuol dire che abbiamo fatto felice una persona! Ti assicuro che il nostro lavoro è fatto di questo, anche perché considera che se la cliente viene consigliata male non torna! E quindi se la vogliamo mettere sul piano puramente della vendita capisci che sarebbe assolutamente controproducente!! Inoltre che soddisfazione quando la cliente torna anche solo per dirti quanto si è trovata bene col prodotto che le hai consigliato e quanto le siano utili i tuoi consigli.
    Quindi ti prego non trattare troppo male la mia categoria….. Facciamo già tanta fatica con la confusione di prodotti che ci propone il mondo della cosmetica…… E con la confusione che regna nella testa delle nostre consumatrici!! Grazie mille buon lavoro Lara

    • Dorothy says:

      Buonasera Lara,
      Ti ringrazio per il bellissimo commento e per leggere queste mie righe, sei la benvenuta!
      Non prendere assolutamente come un attacco al tuo lavoro le mie frecciate contro chi non lo fa nel modo migliore, perché vorrei che venissero maggiormente tutelate le professioniste di settore che, come te, svolgono il proprio compito con passione e, nei limiti del possibile, un minimo di approfondimento e ricerca di personalizzazione nei confronti del cliente.

      Conosco benissimo tutti gli spigoli della vendita in profumeria, in primis la necessità di dover in qualche modo aver a che fare con qualsiasi tipo di persona, senza che vi sia la minima selezione e senza poter bastonare nessuno, tenendo conto che ovviamente siete e dovete essere delle venditrici.
      Non vi rende la vita facile neppure il cambio radicale nel mondo del lavoro che vede oggi, anche in profumeria, gente con contratti a tempo determinato che non è lì per passione e non ha neppure il tempo di ambientarsi prima di passare ad altro: che dalla loro bocca escano delle castronerie è facilissimo.
      Il problema è anche il cliente che si aggrappa dove non dovrebbe, chiedendo la formula magica a chi non può dargliela.

      Sarebbe impossibile dare a tutto il comparto commerciale una preparazione sui cosmetici che, onestamente, nemmeno i farmacisti hanno a meno che non siano specializzati in cosmetologia.
      Tu stessa puoi contare intorno a te quante persone hanno effettivamente voglia di studiare e approfondire il proprio lavoro: credo tu sia una rarità e con persone come te lavorerei volentieri io stessa domani mattina.

      Se ti può consolare, potrei aprire un libro anche su situazioni di gran lunga peggiori, come il livello di preparazione delle estetiste (professione che in troppi casi in Italia viene relegata a “chi non ha voglia di studiare”, un approccio disastroso, mentre all’estero viene ricoperta di maggiore considerazione) e su molte mie colleghe SPA Manager.
      Un giorno forse parlerò anche dei motivi che mi hanno portata a non voler lavorare come dipendente, pur a livello manageriale, di centri estetici e SPA: la maggior parte di chi hai intorno non ha la piú pallida idea di come funziona quello che sta spalmando addosso alla cliente.
      Se chiedi a qualche estetista come mai in inci trovi scritto sodium hyaluronate e non hyaluronic acid e come funziona l’acido ialuronico, la mandi nel pallone più totale.
      Chi lavora in profumeria non è tenuta a saperlo, forse una terapista sì.

      Un ulteriore capitolo andrebbe aperto anche sulle aziende produttrici, tipo (alcune) piccole realtà cosmetiche artigianali che stanno rovinando il settore del bio, che confezionano prodotti partendo da bottiglioni di crema base già pronta, per poi aggiungere qualche goccia di olio, impacchettare e vendere con un rincaro del 1000%. Il problema è che questi prodotti vengono considerati superiori a marchi commerciali parimenti costosi, per dire Shiseido, che a livello di sicurezza e ricerca è come parlare di formiche ed elefanti.

      Ti prego di scusarmi per il papiro immenso, ma davvero vorrei che passasse quanta fiducia ho in te e in tutte le professioniste di qualsiasi ramo del settore che lavorano al tuo pari: siete voi a dover scrollare le colleghe quando vedete un approccio superficiale, perché sulle spalle di chi lavora bene risiede il salto di qualità nella cura della persona in Italia.
      Ovvio, sarebbe più facile se poteste decidere voi cosa vendere e cosa rimandare in fronte alle aziende, ma questo è uno dei tanti motivi per cui io non sarei mai riuscita a fare il tuo lavoro e per questo hai tutta la mia ammirazione.

      Un sincero grazie per essere arrivata fin qui, buona serata e buon lavoro per il tempo a venire,
      Dorothy Danielle

  4. Luisa says:

    Ciao Dorothy,
    Grazie per questo articolo!! Volevo chiederti cosa ne pensi della linea sebolift di domus olea toscana. I titolari affermano che i prodotti devono essere utilizzati in sinergia ma anche a me sembra solo una tecnica di upselling. Ritieni che qualche prodotto di quella linea sia valido? Complimenti di nuovo per le informazioni che condividi!!!

    • Dorothy says:

      Ciao Luisa,
      Grazie a te per averlo apprezzato!
      Parlare di una linea in generale mi è impossibile semplicemente per difficoltà nel dare un giudizio univoco, senza avere qui modo di sviscerare bene i pro e i contro di ogni singolo prodotto: ovviamente non sono tutti alla stessa altezza, non vanno bene tutti per chiunque e la necessità di usarli tutti insieme rientra a pieno titolo nella casistica esposta nella rubrica, ossia upselling spicciolo.
      Sicuramente la crema giorno è un prodotto che apprezzo molto di quella linea, ma vorrei parlarne con piú calma prima che qualcuno la prenda e la usi a casaccio.
      Credo di avere un paio di prodotti di questa linea in lista per la rubrica cINCIschiando su FaceBook, quindi di qualcosa sentirai parlare più nello specifico.
      Buona serata!
      Dorothy

  5. Luisa says:

    Grazie per la risposta Dorothy, continuerò a seguire la rubrica per saperne di più su questa linea che finora non mi ha entusiasmato. Grazie come sempre per la professionalità e l’onestà (sempre molto rare) dei tuoi articoli!

  6. Lara says:

    Cara Dorothy, ti ringrazio per il tuo papiro immenso, sei stata esaustiva ed io sono davvero felice delle tue parole.
    Hai ampiamente descritto la nostra situazione lavorativa in modo molto preciso e che dire…… Continuamo a farlo per amore della materia e delle persone che si rivolgono a noi.
    Grazie per la passione che metti nel tuo lavoro, che è sicuramente un’ispirazione per le persone come me.
    Grazie mille anche x avere accennato a quelle aziende “pseudo Bio” che stanno rovinando il mercato.
    Grazie mille buon lavoro Lara

    • Dorothy says:

      Ciao Lara,
      Grazie a te per aver compreso pienamente il mio pensiero e per aver avuto la forza di leggere tutto!
      Buon lavoro e a presto,
      Dorothy

  7. Maria Iannaccone says:

    Ciao Dorothy.
    Ho riletto il post, sentivo il bisogno di tornare su alcuni punti, e questa volta ho letto anche i commenti delle altre lettrici.
    Io continuo a credere che in tutte le categorie professionali, dove c’è un rapporto commerciale privato, si verificano simili episodi.
    Il parrucchiere che cerca di appiopparti dei prodotti, per fare il mantenimento del trattamento a casa (e puntualmente, i capelli non ti vengono mai uguali, come invece da lui!), il meccanico che ti consiglia un trattamento extra per la macchina ed il cameriere che cerca di rifilarti il dolce, a tutti i costi.
    Non parlo male degli altri, perché anche io lavoro a contatto con il pubblico in ambito privato. Quindi rientro in una di queste figure commerciali.
    Tuttavia, ritengo che il lavoro sia personalizzato sempre da chi lo fa.
    Io non insisto, non sono invadente e non faccio lavaggi del cervello, benché mi sia stato suggerito più volte di essere più convincente con i clienti.
    Alcune mie colleghe più insistenti, arrivano più lontano; altre invece, si vedono “sbattere la porta in faccia”.
    Il lavoro, per quanto mi riguarda, si apprende strada facendo.
    Il medico, l’estetista, la commessa, ecc, possono decidere in base alla propria coscienza se svolgere il proprio lavoro in modo professionale ed etico oppure pensando ad appioppare prodotti solo per guadagnare di più.
    Un caro saluto

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