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COLLAGENE NEI COSMETICI: cos’è e a cosa serve

Il collagene è diventato uno degli argomenti e degli ingredienti più utilizzati quando si parla di skincare e di integratori, una vera e propria moda.
Che si tratti di collagene idrolizzato, collagene marino o collagene vegetale, ce lo ritroviamo un po’ ovunque con promesse talmente ampie da far dubitare, a ragione, che possa funzionare ed essere davvero un ingrediente così miracoloso in sieri, creme e integratori contro le rughe.
In questa rubrica scoprirai da un punto di vista strettamente scientifico se l’utilizzo del collagene ha davvero senso per le necessità della tua pelle.

Prima di scoprire cos’è il collagene e come eventualmente funziona, voglio spoilerare subito il quesito fondamentale:

a cosa serve il collagene nei cosmetici?


Il collagene serve SOLO ad idratare, al massimo si può ottenere un leggero e temporaneo turgore sui volumi del viso.
Niente di più.

Anzi, per essere più precisi, le proprietà cosmetiche del collagene sono state elencate nel 2010 in Collagen-based biomaterial for tissue engineering applications, un articolo in cui i benefici dati dall’applicazione di collagene sulla cute vengono circoscritti con precisione:  una minore perdita dell’idratazione cutanea (riduzione della Trans-Epidermic Water Loss), dovuta principalmente all’effetto filmante che il collagene crea una volta asciutto, e una moderata protezione della pelle dagli agenti inquinanti esterni.
Funzioni che il collagene condivide con l’acido ialuronico, le proteine del grano idrolizzate e una manciata di altri idratanti di origine non animale.

Quindi no, il collagene nelle creme non è un miracoloso antirughe che fa sparire i solchi dal viso.

Perchè allora il collagene è diventato questo imprescindibile ingrediente totem in cosmesi?

Qui è necessario parlare di cos’è il collagene in natura, come viene prodotto e dove si trova.
Il collagene è la proteina fibrosa più importante del tessuto connettivo animale, arrivando a costituire fino al 35% del totale proteico dei mammiferi, al punto che circa il 6% del nostro peso corporeo è costituito solo da collagene.
Il collagene è quindi una proteina, una sostanza essenziale per tutto il corpo, che forma la base di pelle, ossa, denti, legamenti, tendini e cartilagini.

L’utilizzo del collagene in cosmesi nasce quindi da un dato fondamentale sulla composizione della pelle umana: il derma, ossia lo strato profondo della cute, è costituito al 90% da collagene.
Le fibre di collagene vengono prodotte dai fibroblasti, le cellule più comuni e più importanti del derma.

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I fibroblasti non producono solo fibre di collagene, ma anche fibre elastiche (la famosa elastina), fibre reticolari (composte da pro-collagene) e soprattutto la matrice extracellulare, una sostanza gelatinosa di varia densità nella quale cellule e fibre sono del tutto immerse e che fa da cuscinetto tra epidermide e tessuto adiposo.

Le fibre di collagene si presentano lunghe, bianche e opache, sono composte da un materiale viscoelastico estremamente resistente alla trazione e molto flessibile, con una particolare struttura ad elica che ricorda molto una corda, grazie alla quale la nostra pelle nasce turgida e resistente contro le pieghe e la forza di gravità.
Il collagene forma in pratica una densa rete fibrosa nel tessuto connettivo che costituisce il derma, una vera e propria impalcatura che col tempo si indebolisce.

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Una più realistica visione della sezione cutanea al microscopio: in cima abbiamo l’epidermide con tutte le cellule dello strato corneo ordinatamente compatte a formare la superficie cutanea, a scendere si incontrano i vari strati epidermici per poi arrivare al derma.
Tutta quella massa contorta in gelatina di fibre e cellule è il tessuto connettivo della pelle e il 90% di quello che vediamo è, appunto, collagene.

Insomma, se la pelle è composta in così larga parte da collagene, la cosmesi non può che parlare di questa molecola e utilizzarla.

Cosa c’entra il collagene con l’invecchiamento della pelle e le rughe?

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Struttura di una fibra di collagene

Con il passare degli anni i fibroblasti iniziano produrre sempre meno collagene, inferiore non solo per quantità ma anche per qualità, al punto che le fibre di collagene nel derma appaiono sempre più frammentate e si assiste ad una riduzione di spessore del tessuto connettivo di sostegno.
Parallelamente, rallenta anche la produzione delle componenti della matrice extracellulare, e in pratica i fibroblasti non riescono più a sostituire con efficacia il materiale cutaneo danneggiato.
In questo modo il derma perde resistenza ed è facile che si formino le rughe d’espressione, dovute alle contrazioni muscolari del nostro viso che imprimono delle pieghe nel tessuto connettivo, e contemporaneamente è normale che la pelle perda tono e risulti cadente, priva di volume e con contorni poco definiti.
Questo processo si accelera ulteriormente se nella cute aumenta la presenza di particolari enzimi (metallo proteinase in particolare), responsabili della degradazione del collagene.
Ad esempio, un articolo del 2007 apparso sul British Journal of Dermarology ha descritto come l’esposizione ai raggi UV, quindi al sole e alle lampade, sia in grado di stimolare nella cute la produzione di sostanze pro-infiammatorie e di enzimi in grado di degradare la matrice extracellulare, oltre a sopprimere l’espressione genica del collagene, che pertanto diminuisce più rapidamente.
Allo stesso modo, anche solo il normale utilizzo della muscolatura del viso stressa il collagene cutaneo: è la vita, funziona così.

Siamo dunque sicuri che spalmare sulla pelle un po’ di collagene non possa aiutarci ad evitare tutto questo?

Sicurissimi. La molecola del collagene è troppo grossa per penetrare nella pelle, anche dopo tutti i processi industriali di frammentazione coinvolti nella produzione del collagene idrolizzato, che lo spezzettano in fibre molto più piccole. La molecola di collagene più minuta resta comunque cento volte più grossa delle molecole che potrebbero penetrare la pelle.
Prova a far entrare 100 cioccolatini nella carta di un cioccolatino, e fammi sapere come va.

Supponiamo tuttavia che il collagene riesca ad arrivare al derma, attraverso una superficie cutanea particolarmente danneggiata.
Il collagene applicato sulla pelle non viene metabolizzato dalla cute, quindi non sarebbe in grado né di sostituire le fibre di collagene danneggiate né di stimolare i fibroblasti a produrre nuovo collagene nativo.
Spalmando della marmellata di fragole sulle piantine di fragola, non si ottengono più fragole.

Mi spiace, ma alcune aziende mentono sapendo di mentire, e raccontano che la loro crema al collagene vegetale (che non esiste) o il loro siero al collagene marino possono aiutare la pelle a rimpiazzare le fibre di collagene danneggiato.
Non è così.
Ci sono anche aziende che vendono i propri prodotti con collagene basandosi  invece su una comunicazione più corretta e scientifica, senza spingersi ad attribuire al collagene caratteristiche miracolose.
In entrambi i casi, se il prodotto fa qualcosa di più che idratare, la formulazione contiene senza dubbio altri attivi (estratti vegetali, vitamine, peptidi…) che funzionano e fanno il loro lavoro sporco al posto del collagene, che l’azienda produttrice lo ammetta o meno.

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Alcuni cosmetici che sfruttano la moda del collagene e lo piazzano in etichetta.
Le formulazioni sono tutte diverse, alcune buone, altre meno, come sempre.

Il collagene nei cosmetici è quindi del tutto inutile?

Non proprio. Abbiamo visto che aumenta l’idratazione dell’epidermide e che può riempire leggermente i volumi e le rughe con un temporaneo effetto filler dovuto al gonfiarsi delle fibre idratate; in soldoni il collagene nei cosmetici migliora il turgore, la luminosità e l’aspetto generale della pelle.
Trattandosi di una molecola con proprietà estremamente simili all’acido ialuronico, in medicina estetica il collagene è utilizzato per la costruzione della pelle artificiale e per aiutare il processo di guarigione della cute ustionata.
Si utilizza anche come filler da iniettare per aumentare i volumi del viso, esattamente come l’acido ialuronico.
Personalmente lo ritengo un ingrediente marginale, che non vado a cercare appositamente, ma che tutto sommato non mi infastidisce.

Il collagene ha un solo problema: NON è cruelty free.
L’unico modo per ottenere collagene è dal tessuto connettivo animale, pertanto il collagene viene estratto a partire dagli scarti della macellazione ad uso alimentare, soprattutto da bovini e suini, in particolare da ossa, pelle e cartilagini, che vengono opportunamente trattati. In pratica, non si butta via nulla.
Lo stesso discorso vale per il collagene marino, che invece si produce a partire dagli scarti di pesci e molluschi.
È indispensabile spalmarsi addosso una molecola di origine animale senza particolari caratteristiche funzionali e perfettamente sostituibile? Chiaramente no.

Per vegani e vegetariani il collagene è decisamente off limits, chi invece mangia carne deve valutare secondo il proprio sentire, considerando che nessun animale viene ucciso o danneggiato apposta per produrre collagene ad uso cosmetico (come invece avviene per il veleno d’api, ne abbiamo già parlato qui), e che si tratta di animali già macellati per il consumo alimentale.

Alcune aziende utilizzano dei sostituti del collagene cruelty free, come alcune proteine sintetizzate o il “collagene vegetale“, che indica impropriamente degli estratti vegetali gelatinosi e idratanti con proprietà simili al collagene.
I vegetali, infatti, non contengono collagene, che come già detto compone il tessuto connettivo animale, ma esistono delle sostanze di origine vegetale, come la gomma d’acacia e l’estratto di alcune alghe, che ne condividono le proprietà cosmetiche una volta applicati sulla pelle.
La forma sintetica del collagene, invece, è la dipalmitoyl hydroxyproline, un peptide che ricostruisce la componente proteica più importante del collagene animale.

Tuttavia, questi casi cruelty free sono difficilmente riconoscibili senza leggere l’inci, in quanto il nome del prodotto o la sua descrizione farà comunque riferimento alla presenza di generico collagene nella formula.
In ogni caso, se l’inci del cosmetico indica hydrolized collagen oppure soluble collagen, l’ingrediente utilizzato è di origine animale.

Se il collagene sulla pelle risulta non efficace per prevenire e contrastare l’invecchiamento cutaneo, il collagene da bere e i vari integratori di collagene idrolizzato servono a qualcosa?
Ne parleremo nella seconda parte di questa rubrica.

Dorothy Danielle 🌸

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15 pensieri su “COLLAGENE NEI COSMETICI: cos’è e a cosa serve

  1. Monica says:

    Ciao Dorothy, è sempre un piacere leggerti. Il collagene è un ingrediente che conosco perché onnipresente in pubblicità e nei prodotti di grande distribuzione.
    Apprezzo in particolare come affronti il discorso sulla produzione degli ingredienti di origine animale, descrivendo in maniera molto precisa la modalità di raccolta /estrazione dell’ingrediente, in modo che ognuno possa decidere in base alla propria personalissima sensibilità. Complimenti e grazie per il tuo lavoro!

    • Dorothy says:

      Ciao Monica, grazie a te per il gentilissimo commento!
      Sono davvero contenta che l’impostazione data agli articoli ti piaccia,
      Buona serata e a presto,
      Dorothy

  2. Marcella says:

    Cara Dorothy, ti leggerei per ore!
    Esaustiva, scientifica, chiarissima e con esempi semplici per far capire concetti che ai più sono sconosciuti e difficili.
    Grazie mille per questo articolo molto interessante, ma soprattutto per farci capire come non essere presi per il naso dalla pubblicità!

    • Dorothy says:

      Ciao Marcella,
      Come sempre è una gioia leggere i tuoi commenti, sei sempre gentilissima!
      Grazie mille a te per il feedback,
      A prestissimo e buona serata
      Dorothy

  3. Sere says:

    Ciao Doroty. Ho letto l’interessantissimo articolo sul collagene e mi sono detta che in tutto questi anni, in cui ho fatto uso di creme di bellezza sono stata presa in giro…
    Vedo poi, però, che, parlando del prodotto di Antos (crema lifting) pienamente promosso, mi viene detto che, tra le altre proprietà, stimola la produzione di collagene…
    Nn si cade in contraddizione?
    Grazie comunque per le informazioni.

    • Dorothy says:

      Buonasera Sere,
      La presenza di collagene in un cosmetico non può aumentare/sostituire/stimolare il collagene nativo cutaneo per tutti i motivi esposti, ma esistono altri ingredienti cosmetici, con molecole molto più piccole e chimicamente diverse, in grado di aiutare il metabolismo dei fibroblasti nella produzione di matrice extracellulare e collagene, perchè naturalmente coinvolte in questi meccanismi o perchè in grado di intervenire in modo efficace.
      Ne sono un esempio la vitamina C, alcuni peptidi e vari estratti vegetali.
      Buon proseguimento
      Dorothy

  4. Rossana says:

    Complimenti per l’articolo,chiaro,preciso,esaustivo. È sempre interessante leggere i tuoi commenti.
    Hai confermato i miei sospetti ma,soprattutto, brava per le informazioni riguardo le modalità di raccolta del collagene:molto spesso non ci si sofferma su aspetti di tale genere ed ,invece,è giusto sapere,riflettere e decidere in base ai propri principi o sensibilità.
    Brava!!

  5. Bianca says:

    Ciao Dorothy, interessantissimo il tuo articolo! La cosa che mi ha colpito di più è che in una sola frase hai smontato tanti falsi claim attira consumatrici:

    “Spalmando della marmellata di fragole sulle piantine di fragola, non si ottengono più fragole”

    Idolo
    Io ultimamente sono in fissa per le macchie cutanee. Forse devo ritenermi fortunata a non avere rughe (per ora). Sta di fatto che a volte forse ci concentriamo troppo sui nostri piccoli difetti, dimenticando i pregi. Della serie: quando avrò sia le rughe che le macchie ne riparleremo. Ti mando un abbraccio e spero di tornare a leggere presto un tuo nuovo articolo

    • Dorothy says:

      Ciao Bianca!
      Grazie del tuo commento, come sempre gentilissima, sono davvero felice che l’articolo ti sia piaciuto.

      Tutto sommato la preoccupazione per le macchie ha perfettamente senso, perchè la pelle predisposta va tutelata sempre, considerando che quelle attuali possono peggiorare e possono uscirne di nuove, mentre è possibile trattare quelle esistenti senza timore di fare danni sul fronte dell’invecchiamento, anzi, alcuni attivi utili per tenere a bada la pigmentazione agiscono anche da antiossidanti.
      Si tratta di due obiettivi che vanno tranquillamente di pari passo.
      Un abbraccio enorme anche a te e a prestissimo!
      Dorothy

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