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WHAMISA – Organic Flowers Nourishing cream – OPINIONE E INCI | cINCIschiando

Nourishing Cream Organic Flowers Whamisa – caratteristiche

  • Cos’è – crema nutriente per pelli secche
  • Cosa promette – aiuta a mantenere la pelle giovane ed elastica
  • Prezzo / quantità – circa 42 euro per 50 ml
  • Dove si acquista – online qui
  • OpinioneSufficiente

Analisi inci / ingredienti

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L’INCI di questa crema nutriente Whamisa si presenta totalmente ecosostenibile e dermoaffine, con una preponderante quota di ingredienti da agricoltura biologica certificata.
La base della crema esclude l’acqua, ingrediente principale di qualsiasi emulsione, sostituendola con l’estratto di foglie di Aloe Maculata, emulsionato con cera d’api, per una texture corposa e in grado di trattenere la massima idratazione.
La quota grassa è pensata per dare il massimo nutrimento alle pelli a tendenza secca, con una sfilata di burri vegetali di mango, avocado, cacao e karitè, elasticizzanti e rigeneranti sulla barriera cutanea compromessa.
Questi sono solo marginalmente diluiti con gli oli di vinaccioli e di oliva, che comunque continuano ad aggiungere quota lipidica ad una crema che sicuramente non risulta avara in termini di riparazione e nutrimento per l’epidermide.

Una volta superato il sistema emulsionante, ovviamente ecosostenibile, troviamo gli estratti erboristici funzionali della nourishing cream della linea Organic Flowers di Whamisa:
Caulerpa Lentillifera, un’alga verde con ottime proprietà antinfiammatorie e soprattutto antiossidanti, grazie al suo contenuto di fenoli.
– Radice di Scutellaria Baicalensis, ad azione antinfiammatoria
– Radice di Paeonia Suffruticosa, antiossidante
– Radice di Liquirizia (Glycyrrhiza Glabra), lenitiva e cicatrizzante, le cui capacità rigenerative la rendono ottima per pelli secche

In realtà, la formula della Organic Flowers nourishing cream di Whamisa utilizza gli estratti di liquirizia, peonia e scutellaria come conservanti “naturali”. Questi estratti non sono classificati come conservanti a livello legale, per cui sono poco utilizzati e anche le informazioni sulla loro efficacia sono estremamente limitate.
Le radici della Peonia Suffruticosa sono utilizzate da secoli nella medicina tradizionale cinese per il trattamento di ferite e infezioni, per cui non si fa fatica ad attribuire loro proprietà antibatteriche.
La radice di liquirizia e quella di Scutellaria Baicalensis sono invece sostenute da una letteratura minore, ma fanno effettivamente parte di un conservante noto a livello commerciale come MSE-G, brevetto coreano che dovrebbe contenere anche Lactobacillus Ferment e Glycerin (assenti in formula come tali).
I dati dei test sul MSE-G sono buoni e il sistema conservante parrebbe funzionare.

Gli estratti erboristici di fior di loto, crisantemo, aloe e tarassaco, invece, sono stati fermentati con il batterio Lactobacillus, che trasforma gli zuccheri in acido lattico e che molti conosceranno per la sua frequente presenza negli yogurt probiotici. Il risultato di questa fermentazione viene poi filtrato e presumibilmente trattato per un utilizzo cosmetico compatibile con i conservanti e le necessità di una ridotta contaminazione batterica.
La cosmesi “probiotica” non ha ancora solidissime basi scientifiche in termini di funzionalità, ed è ancora poco chiaro se questi fermentati possano essere davvero utili per migliorare la qualità del microbioma cutaneo o per proteggere la cute da aggressioni esterne.
In ogni caso, è comunque pacifica un’attività idratante e antiossidante.

La profumazione è data dagli oli essenziali di geranio, bergamotto e legno di palissandro, che aggiungono alla formula anche i loro inevitabili allergeni del profumo.

Infine, anche la Nourishing Cream della linea Organic Flowers di Whamisa ci pone di fronte ad un interrogativo etico: l’uso della pappa reale (royal jelly).
La pappa reale è un composto gelatinoso rigurgitato dalle api, depositato nei cupolini dove nascono le larve, affinché le piccole future api ne vengano alimentate. Peccato che per prelevare la pappa reale le larve vengano necessariamente e invariabilmente uccise nel giro di 72 ore.

A differenza del colostro, il cui utilizzo rappresenta un problema etico nell’allevamento degli animali da latte, ma che ha comunque proprietà effettive per la pelle (ne abbiamo parlato QUI), la pappa reale non ha un vero valore né cosmetico né alimentare che possa giustificare l’uccisione delle piccole larve dell’alveare per il prelievo del loro nutrimento. Considerata anche l’importanza delle api per l’ecosistema, l’utilizzo della pappa reale in cosmesi pone dei seri interrogativi.

– Leggi anche: la più recente My Skincare Routine! –

Commento

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Quando capitano delle analisi INCI così lunghe e complesse, dove mi trovo a fare ore di ricerche tra pubblicazioni scientifiche spesso neppure esaustive, molto spesso il commento al prodotto si perde nella valutazione degli ingredienti stessi: ho la sensazione di aver già detto tutto su questa crema viso nutriente di Whamisa.
La formula non è in assoluto inutile e nemmeno dannosa, salvo reattività soggettive e rischi inevitabili quando si parla di cosmesi con elevato contenuto di estratti vegetali, tuttavia, la valutazione non può andare oltre la sufficienza.

Ho tenuto conto delle possibili utilità della crema, che non vanno oltre un ottimo nutrimento e una buona idratazione, con una delicata azione antiossidante.
Un po’ poco, considerando il costo del prodotto e tutti i dubbi e le problematiche che la sua lista INCI si trascina: un sistema conservante poco conosciuto, l’uso di fermenti probiotici dalle dubbie utilità e soprattutto l’uso della pappa reale, assolutamente inutile in cosmesi e la cui estrazione è mortale per le larve.

Siccome la crema ha comunque una sua validità, il prodotto non è bocciato, ma non può nemmeno ottenere una piena promozione su cui basarsi “sulla fiducia”.
Davanti a queste formule è necessario che sia il consumatore, fornito degli strumenti necessari a comprendere cosa sta acquistando, a fare una scelta autonoma e consapevole.
Chi volesse acquistare la Organic Flowers Nourishing cream di Whamisa credo abbia adesso ogni strumento di valutazione necessario, mentre chi l’avesse già a casa sa di avere a disposizione comunque un buon prodotto, semplice e versatile.

L’abbondante quota grassa rende questa crema adatta soprattutto alle pelli secche o normali, potendo essere utilizzata da tipologie cutanee più oleose solo in inverno per affrontare temperature rigide.
Non avendo specifiche proprietà, sia tratta di un trattamento basic, adatto in qualsiasi fascia anagrafica, da abbinare rigorosamente con un siero attivo specifico per gli inestetismi della propria pelle.
Ad esempio, può essere abbinata al mattino con un siero lenitivo in caso di pelle molto delicata, oppure di sera con una formulazione a base di retinoidi per bilanciare l’aggressività di queste molecole antiage.

  • Rispetta il claim dell’azienda?Siccome anche il claim dell’azienda non si sbilancia in promesse assurde, sicuramente è adeguato dire che questa crema mantiene la pelle elastica, morbida e idratata
  • Ecosostenibile / dermocompatibile? Dermoaffine ed ecocompatibile
  • Certificato ecobio / cosmetico biologico? Certificato Cosmos Organic.
  • Vegan? No, contiene cera d’api e pappa reale
  • Per cute sensibile? CONTIENE allergeni del profumo

Dorothy Danielle

I post pubblicati nella rubrica cINCIschiando NON sono recensioni d’uso ma analisi richieste dai lettori, che mandano l’INCI di un prodotto cosmetico di loro interesse affinché sia commentato. Ottieni la tua analisi INCI in cINCIschiando cliccando qui.
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