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ESSENZA VISO COREANA: COS’È UNA ESSENCE? – Guida alla skincare coreana PARTE 1

Cos’è un’essenza viso coreana? C’è davvero differenza tra una essence e un siero?
Le essenze sono tonici? Quali sono le essence più popolari in Sud Corea? Questa guida alla skincare coreana risponderà ad ogni dubbio.
Tra i cosmetici coreani ogni prodotto sembra essere indispensabile, diverso, utile. Ogni cosmetico ha un nome particolare, che suggerisce una differenza, una sfumatura che lo distingue dagli altri prodotti rendendolo apparentemente indispensabile.
Sembrerebbe dunque che i cosmetici coreani, e in particolar modo le misteriose essence, abbiano formulazioni completamente diverse e totalmente innovative rispetto alla skincare a cui siamo abituati. È davvero così?
C’è chi è convinto che ci siano differenze sostanziali tra essenza viso coreana e siero occidentale, e chi addirittura sostiene che in Europa non esistano, anzi, non vengano proprio formulati cosmetici con l’INCI e la funzionalità di una essence.
Tutto questo è scientificamente un’enorme bugia.

Di seguito vorrei accompagnare i lettori nel mondo delle essence coreane: le differenze, le incomprensioni, i prodotti migliori e alcune curiosità sui questi cosmetici per noi misteriosi.

ESSENCE nei cosmetici coreani: cos’è l’essenza viso coreana

Le essenze viso sono un “prodotto tipico” della skincare coreana, e hanno mandato in confusione totale non solo il consumatore medio occidentale, ma anche importanti beauty editor impegnate nel goffo tentativo di spiegarci come mai, oltre al nostro siero, avessimo bisogno ANCHE di una essence (a caso).
In realtà, nella testa del coreano medio il concetto di “essence” è il nostro stesso identico concetto mentale di “siero”.
Infatti, prima dell’esplosione (metaforica) della cosmesi coreana nel mondo, in Sud Corea si indicava con il termine “essence” ogni cosmetico che per noi è un “siero”, senza grosse varianti.
Oggi, il termine essence resta ad indicare soprattutto SIERI leggeri e idratanti, contenenti spesso attivi tecnologici o estratti vegetali, mentre nel frattempo sono comparsi numerosi sinonimi, più internazionali o sofisticati, che confondono le idee non solo al novello lettore occidentale, ma anche al consumatore asiatico.

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Promossa recentemente nella relativa analisi INCI, la Fermentation essence di Benton  (questa) è in pratica un ottimo siero antiage, nonostante il suo imponente flacone da 100 ml.
Non è impossibile trovare essence qualitativamente analoghe se non migliori, in termini di formula ed efficacia, a molti sieri: nel flacone della essence c’è (di solito) solo più prodotto dentro.

Chi ama la sintesi, può fermarsi qui. Se invece si nutrono ancora dei dubbi sull’effettiva distinzione tra essence, siero e tonico, ho in serbo alcune curiosità.

COSA C’ENTRA L’ESSENCE COREANA COL TONICO?

So benissimo che in tanti hanno pensato e agito come se le essenze viso coreane fossero in realtà dei tonici idratanti.
Non posso dare tutti i torti a chi ha fatto questo collegamento, perché alcune essence, per la loro confezione gigante da oltre 100 ml, per la loro consistenza acquosa ed evanescente, e per la formulazione talvolta molto parca, sembrano effettivamente dei tonici e capita che non abbiano un’utilità molto diversa.

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Tra le essenze viso coreane più vendute Corea del Sud c’è ad esempio la Miracle Seed Essence di Primera (Questa), che con i suoi 150 ml può essere facilmente scambiata per un tonico idratante ben formulato.
È in realtà un siero, per quanto semplice, in formula gel idratante, con una discreta dose di vitamina B3 antinfiammatoria, più vari umettanti e adenosina, per un tocco antiage. Il formato merita il prezzo del prodotto, ma capisco che continuare ad usarla come tonico idratante sia istintivo, perchè alcuni tonici coreani sono praticamente identici.
Si può provare anche in mini size: eccola qui.

Esistono però anche essence da 30-40 ml, così come da 75 ml, e di certo questi formati medio-piccoli non possono essere scambiati per tonici idratanti.

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La Essence: grab water della linea Secret of Sahara di Huxley (questa) contiene solo 30 ml di prodotto ed è un altro best seller in Sud Corea. Si tratta di un siero idratante, riparatore e antiossidante con ialuronico, ceramidi ed estratti vegetali (non strettamente ecobio, ma con una bella formula).

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Tra le essenze viso recentemente più vendute in Sud Corea troviamo anche la Hungarian Water essence di Belif, che con i suoi 75 ml viene venduta per rinforzare l’idratazione cutanea.
La formula sembra un minestrone incredibile di estratti vegetali, per cui sulla carta dà l’impressione di avere anche proprietà antiossidanti e lenitive, ma l’azienda stessa fa sapere che il 98% del prodotto è acqua: se poi consideriamo conservanti ed altri ingredienti tecnici, lo spazio per tutti quegli estratti vegetali è troppo poco per fare alcunchè. È un siero gel idratante, e basta: nel panorama commerciale italiano abbiamo una moltitudine di prodotti più economici ed efficaci di questo.
Per chi fosse curioso, ecco qui i campioncini, mentre questo è il full size.

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Ci spostiamo un attimo in Giappone per chi ancora si sentisse convinto che le essence siano tutto sommato dei tonici. Il brand giapponese SK-II è dagli anni 80 pioniere della skincare asiatica di lusso in Occidente, e questo suo kit ci riserva una prova schiacciante sull’identità delle essence.
Il Welcome Kit della linea Pitera™ di SK-II contiene infatti solo tre prodotti: una clear lotion (che è un tonico), una crema viso (bocciata giusto poche settimane fa in questa analisi INCI) e una treatment essence.
Cosa sarà mai questa essenza viso, se dobbiamo applicarla tra il tonico e la crema? Si tratta di un normalissimo siero.
Se tonico ed essence fossero la stessa cosa, non avrebbe senso inserire entrambi in un set di benvenuto che in totale seleziona solo tre prodotti da usare insieme.

Essence = Siero, NO tonico

Una volta appurato che le essenze viso coreane NON sono tonici idratanti, a qualcuno potrebbe restare il dubbio che si tratti comunque di qualcosa di diverso rispetto al nostro siero.
Non credi ancora che siero occidentale ed essenza viso coreana siano la stessa identica cosa?
Per convincersi definitivamente, basta dare un’occhiata al sito coreano del marchio Estèe Lauder.

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Il siero Advanced Night Repair di Estèe Lauder (da noi è questo), con la sua graziosa bottiglietta disponibile nelle versioni da 30 – 50 – 75 ml e in edizione limitata da 100 ml, è comunemente noto in Sud Corea con la descrizione “brown bottle repair essence”, che potremmo tradurre con “essenza riparatrice nella boccetta marrone”.
Questo nome quasi confidenziale è dato dall’estrema popolarità in Corea del Sud del marchio francese Estee Lauder e in particolare di questa specifica referenza, perchè sì, se qualcuno se lo stesse chiedendo, i coreani amano e utilizzano moltissimo (anche) la skincare occidentale.
Vorrei inoltre sottolineare come Estèe Lauder stessa eviti di dare una definizione a questo prodotto: da nessuna parte sulla confezione c’è scritto che si tratta di un siero, di una essence o di qualsiasi altra cosa. I vari formati, inoltre, accontentano chiunque.
È un trattamento che ogni cultura cosmetica chiama un po’ come preferisce: in Europa è un siero, in Sud Corea è una essence.

DA DOVE NASCE TUTTA QUESTA CONFUSIONE SUI COSMETICI COREANI?

Abbiamo già notato come molto spesso le essenze viso coreane sono confezionate in quantità abbondanti, mentre il consumatore occidentale è abituato a sieri la cui boccetta non si discosta molto dai canonici 30 ml.
All’inizio, il novello esploratore fa fatica ad accettare che esista un mondo dove i sieri si trovano in confezioni “formato famiglia”, anche da 100-150 ml, e che per acquistarli non sia necessario vendere la propria anima al mercato nero.
Pertanto, l’iniziale diffidenza verso questi boccioni ha alimentato l’idea che ci fosse davvero una discrepanza sostanziale tra essence coreana e sieri occidentali: le confezioni grosse danno l’impressione di contenere prodotti più diluiti, meno concentrati di un nostro siero.
Al contempo le essenze viso coreane sono state pubblicizzate come detentrici di non meglio definite proprietà taumaturgiche, da aggiungere alla propria skincare routine senza sostituire il siero abituale.
Da qui tutto il caos che ne è derivato.

Come capire se una essence è valida ed efficace?

Bisogna analizzare la formula di ogni singolo prodotto. Esattamente come da noi. Non c’entra il formato, conta solo quello che ci mettono dentro.
Assodato che siero ed essence sono sinonimi, è intuibile come le formule delle essence coreane siano variabili quanto quelle dei nostri sieri. Non esiste uno standard qualitativo generale.
Ci sono prodotti validi, prodotti eccezionali e altri che fanno schifo. Non tutto quello che arriva dalla Corea è oro colato.
Chi sostiene che le essence siano in assoluto prodotti qualitativamente migliori con formule completamente diverse rispetto ai nostri sieri sta mentendo, in cattiva fede oppure per ignoranza.

Per dare il colpo di grazia a questa diatriba e mettere un punto fermo sulla assoluta identità tra siero ed essenza viso coreana, prendiamo ad esempio due prodotti a base di bava di lumaca, ingrediente idratante che stimola la guarigione e la rigenerazione epidermica (no, non fa nulla sulle macchie):

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  • L’Advanced Snail 96 Mucin Power Essence di Cosrx (questa) contiene il 96% di bava di lumaca, ed è venduta in una notevole ed economica confezione da 100 ml. Non ha particolari certificazioni né attivi aggiuntivi che aumentino il pregio del prodotto, ma resta una formula validissima, roba che in Europa costa un rene e un mutuo.
  • Il Bioearth Loom serum (questo) è un siero italiano certificato biologico da ICEA contenente anch’esso il 96% di bava di lumaca.
    La confezione è in questo caso da 30 ml ed il prezzo moltiplica in proporzione quello dell’essenza coreana.

A livello strettamente formulativo non ci sono enormi differenze, la essence di Cosrx e il siero di Bioearth sono quasi uguali: in entrambi i casi si tratta di un siero.
Tuttavia, il prezzo del Bioearth Loom serum è notevolmente maggiore, giustificato dalla presenza di certificazioni e importanti informazioni, nonchè da una produzione italiana generalmente più onerosa di una linea produttiva asiatica.
Non solo la formula è completata da acido ialuronico ed estratti vegetali biologici dalle proprietà lenitive, ma del Loom serum possiamo apprezzare anche tutti i dettagli che l’azienda fornisce sulla qualità e sull’etica di produzione della propria bava di lumaca: italiana, estratta con stimolazione manuale non invasiva da animali allevati su terreno aperto e nutriti con vegetali non addizionati.
Resta invece un dubbio etico e qualitativo sulla essence di Cosrx, che non fornisce approfondimenti sulla propria fornitura di bava di lumaca.

QUANDO usare LA ESSENCE NELLA SKINCARE ROUTINE COREANA?

C’è chi dice che le essence si usano prima del tonico, c’è chi dice che andrebbero utilizzate dopo il tonico, e questo succede perché nemmeno i consumatori asiatici hanno le idee chiarissime su cosa stanno mettendo in faccia e soprattutto sul perché.
L’essenza viso coreana si applica DOPO i trattamenti molto liquidi ed evanescenti, e PRIMA di creme, oli, fluidi cremosi ed emulsioni.
Pertanto, si usa prima il tonico e POI la essence.
Esattamente come fino a qualche anno fa era ovvio utilizzare prima il tonico e poi il siero. Poi la confusione ci ha rincretiniti.

Mi è personalmente capitato di provare delle essenze coreane talmente mal formulate da idratare meno del tonico. Può succedere, niente panico, non si sta sbagliando nulla: è la essence che fa schifo.
È anche vero che tra i cosmetici coreani esistono molti tonici estremamente rimpolpanti e idratanti, formulati particolarmente bene rispetto ai nostri, ma se il tonico funziona meglio della essence è di solito quest’ultima ad essere sotto la sufficienza.
Penso ad esempio alla Moistfull Collagen essence di Etude House (questa), di cui ho parlato nella Skincare Routine della scorsa primvera, e la cui formula ricorda quella di un pessimo tonico a base alcolica. Non consigliata per nessun motivo.

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Molto spesso la formula delle essenze viso coreane non costituisce un trattamento completo per la pelle, fornendo soprattutto una base idratante, che andrà completata con il resto della beauty routine: sarà necessario aggiungere un altro siero più corposo e complementare a livello formulativo, o una crema, per fornire alla pelle tutte le molecole di cui ha bisogno.

COSA SONO LE TREATMENT ESSENCE?

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Le treatment essence sono normalissime essenze viso che vogliono farti credere di essere meglio delle altre essence. A volte è vero. Altre volte no. Confronta gli ingredienti e ti sarà chiaro il potere del marketing.
Tra queste, ha riscontrato moltissimo successo di recente la Time Revolution First treatment essence di Missha (questa) , la cui formula a base di ingredienti fermentati si pone come possibile sostituto economico della Pitera™ Treatment essence di SK-II.
La Time Revolution First treatment essence di Missha ha senza dubbio contribuito alla confusione del consumatore occidentale sul ruolo e sulla effettiva utilità delle essenze viso coreane, perché il suo bel flacone trasparente da 150 ml è sempre stato proposto dall’azienda produttrice accanto ad una boccetta di “ampoule”, facendo dunque pensare ad un kit di tonico e siero (questo). In realtà, si tratta di due sieri complementari.
La treatment essence è in questo caso un siero idratante e preparatore, per quanto non si discosti dalle funzioni e dalla consistenza di un tonico idratante ben formulato.

Tutto ciò apre le porte ad altri due quesiti da approfondire:
Cos’è e a cosa serve davvero il siero viso?
Quali altri nomi vengono dati ai sieri in Sud Corea?

A prestissimo,
Dorothy

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17 pensieri su “ESSENZA VISO COREANA: COS’È UNA ESSENCE? – Guida alla skincare coreana PARTE 1

  1. Francesca says:

    Ciao! Ti ho scoperta da poco e mi sei subito piaciuta per la professionalità e preparazione che ci metti e che traspare..e lasciatelo dire, anche proprio perché questo è un blog! Ormai non scrive più nessuno così, è più facile mettere una foto con descrizione stile Instagram…o almeno, siete fuori moda :p ma per me è fantastico così…
    Ti volevo chiedere se nei tuoi progetti ci sarà un post dedicato solo ai sieri, stile mitologia cosmetica per intenderci… Oltre al tonico che non si sa sempre a che serva (mi è stato utile leggere il tuo post per acquistare il primo dopo vari anni che l’avevo abbandonato) anche il siero non è immediato… Io per esempio ho 28 anni e la pelle mista, ho visto che avevi recensito l’olio divino e il tonico della bottega verde, ci ho fatto un pensiero, però non ho gran capito se davvero può fare una differenza sulla pelle (lasciamo stare la questione personale, cioè che ho paura di lucidarmi parecchio… ma questo ovviamente non me lo puoi dire senza vedermi o comunque fare un tentativo io, ma vorrei evitare di spendere soldi inutilmente o, almeno, prenderlo con cognizione di causa, da qui la richiesta se farai un approfondimento!).
    Grazie comunque di tutto! Buona giornata

    • Dorothy says:

      Ciao Francesca,
      grazie per il tuo commento, è sempre un piacere veder apprezzato il proprio lavoro! Penso spesso che questi muri di parole scritte (frutto di revisioni e tagli, perché le bozze sono infinite) possano essere anche uno strumento di selezione, che da un lato mi toglie tantissimi potenziali iscritti e lettori, ma al contempo mi dà la possibilità di mantenere una comunità sana e intellettivamente stimolante; so di avere lettori di un certo spessore e non potrei esserne più orgogliosa di aver guadagnato la fiducia di ognuno di voi.

      Tornando a noi, le prossime due rubriche risponderanno proprio alle due domande con cui chiudo questo articolo, e in particolare credo potrà interessarti “Cos’è e a cosa serve davvero il siero viso?”.
      Per quanto riguarda gli oli, hanno senso come protezione antiossidante e sono eccellenti su pelle disidratata; penso ad esempio alle pelli impure trattate con prodotti appositi molto aggressivi, che spesso hanno una barriera cutanea da ricostruire. L’olio non lascia la pelle unta se si utilizzano giusto 3-4 gocce di prodotto sulla pelle ben bagnata (o si uniscono alla dose di un siero a base acquosa).
      Tuttavia, ciò su cui mi focalizzerei di più sarebbe capire, al netto delle necessità di base della pelle (pulizia delicata, molta idratazione e protezione antiossidante), quali sono i tuoi obiettivi, e solo tenendo ben presente questa rosa di finalità puoi costruire la tua skincare.
      Infine, se per il tonico di Bottega Verde intendi il Retinolo BV plus, attenzione perchè è un latte detergente/cremina, non è un liquido idratante.

      Buona serata, a presto!
      Dorothy

      • Francesca says:

        Scusa, avrei dovuto specificare! Mi riferivo all’idravita anche se pure lo Ialuron mi ispira (che tra l’altro, a proposito di venditrici, quando sono andata a curiosare, quella della BV guardandomi mi ha detto che sono troppo giovane per il siero :p ). Tra l’altro ho la pelle pure sensibile! Avevo capito leggendoti che si tratta molto anche di idratare e io credo di non farlo a dovere, da qui l’interesse anche per i vari trattamenti, non solo per la pulizia che comunque sto rivedendo… Ma tempo al tempo. Perfetto intanto che rivedo la mia routine allora l’approfondimento successivo, non avevo colto leggendo il post! Non vedo l’ora per capirci di più! Grazie ancora, anche per le belle parole sulle tue lettrici 🙂

  2. Maria Iannaccone says:

    Ciao Dorothy, un Grazie rinnovato per questo, ennesimo interessante articolo. Quel che mi domando, è il senso di formati grandi 100 o 150 ml, che dovrebbero in teoria durare un anno, visto che alla fine del siero se ne mettono sempre 3 gocce.
    Giusta L’osservazione anche su cosa sia un siero,
    In generale credo che sia un prodotto molto più concentrato della crema per quanto riguarda gli attivi, mentre la crema dovrebbe dare quella dose di idratazione o nutrizione che il siero non dovrebbe avere. Anche se poi esistono sieri acquosi o in gel, per cui ritengo che la successiva abbinata di crema sia quasi sempre più che necessaria, e sieri oleosi, che forse non necessitano poi della crema, premesso che dipende anche dalla tipologia di pelle alla quale si applicano.
    Spero di aver appreso qualche nozione significativa, nel dire queste cose.

    • Dorothy says:

      Ciao Maria,
      Di solito nei flaconi molto grossi ha senso vendere sieri principalmente idratanti che il consumatore possa utilizzare in abbondanza.
      In questo modo la pelle ha già ricevuto la sua corretta idratazione e si evita di abbondare inutilmente con i trattamenti funzionali che apportano attivi ulteriori (lentivi, antiox, schiarenti, antiage…), e che potranno essere dosati senza inutili sprechi.
      Esistono in realtà creme estremamente ricche di attivi e sieri molto semplici, perchè ciò che caratterizza questi ultimi non è sicuramente la concentrazione dei funzionali.
      Buona serata,
      Dorothy

  3. Nicoletta says:

    Interessatissimo questo poste molto chiarificatore ma… mi rimangono alcuni dubbi per cui avrei bisogno del tuo supporto:
    – Le “lozioni Viso” di Biofficina toscana dovrebbero proprio essere l’equivalente di una essence, giusto? dei sieri molto idratanti e gelatinosi ricchi di acido ialuronico.
    – Le acque costituzionali di La Saponaria ed i nuovi tonici micro ialuron di Domus Olea non sono propriamente Tonici, ma nemmeno essence molto light? Nonostante la presenza di ialuronico?
    Grazie

    • Dorothy says:

      Ciao Nicoletta,
      Due informazioni velocissime e necessarie sull’acido ialuronico prima di poterti rispondere ed essere sicura di fare chiarezza:

      – l’acido ialuronico non si usa praticamente mai oltre l’1%, perchè sopra questa soglia crea una gelatina talmente densa da essere semi-solida e sgradevole da usare.
      Che un prodotto liquido o gel sia “ricco” di acido ialuronico è una cosa che le aziende dicono solo per vendere; molto spesso la dose utilizzata va dallo 0.1% allo 0.5%. Questa percentuale permette già un’eccellente idratazione cutanea, ma è chiaro come la dose di acido ialuronico utilizzata non possa essere una scriminante su cui basarci per etichettare un prodotto in una categoria.
      – i prodotti in gel contenenti ialuronico sono praticamente sempre gelificati con ulteriori ingredienti tecnici (carbomer, gomma xantana, ecc), per cui NON c’è correlazione tra la quantità di acido ialuronico e la densità del prodotto.
      – l’acido ialuronico si utilizza ovunque: nei tonici idratanti, nei sieri, nei filler medici, nelle creme. Va benissimo in qualsiasi formula a base d’acqua. A maggior ragione, la sua presenza non è una discriminante per la qualificazione di un prodotto nè per la sua funzionalità.

      Detto questo, le lozioni viso di Biofficina Toscana sono dei sieri, o delle essence, se preferiamo chiamarli “alla coreana”. I due termini sono sinonimi.
      La consistenza gel e soprattutto la classificazione fatta dalla stessa azienda le rende parte della categoria dei sieri, ma è solo la formula che ci dice se un prodotto è valido ed efficace in qualsiasi senso (tendenzialmente confermo che idratano e vanno completate con altri trattamenti per avere funzioni antiox/lenitive/altro più marcate).

      Le acque costituzionali de La Saponaria hanno una classica formula da tonici idratanti, e l’azienda stessa consiglia di usarle come tonici, segno che la concentrazione di attivi non è tale da poterle considerare dei trattamenti. Il flacone molto piccolo non è un indizio di maggiore concentrazione ed efficacia: sono tonici venduti a caro prezzo in dosi molto contenute. Non è nemmeno detto che trattengano particolare idratazione sulla pelle se la formula è molto evanescente.
      Possono anche essere utilizzati come mist, vista la presenza dell’erogatore spray, per rinfrescare la pelle durante il giorno.

      Buon proseguimento,
      Dorothy

  4. N. says:

    Esauriente come sempre! qualche tempo fa riguardo questo argomento su FB suggerivi a chi ti chiedeva un’alternativa occidentale ad una essence un prodotto naturale italiano. Purtroppo non trovo la risposta a quel commento. Sapresti rinfrescarmi la memoria? grazie mille!

    • Dorothy says:

      Grazie, sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto!
      Non avendo nemmeno una vaga indicazione su quale fosse l’essence da “sostituire”, non ho la più pallida idea di cosa possa aver consigliato, nè ho modo di recuperare il post. Con qualche informazione in più forse posso aiutarti.
      Buon proseguimento
      Dorothy

      • N. says:

        Sono andata a ritroso e ho trovato!!
        “Un prodotto italiano che potremmo chiamare Essence, perchè idrata a fondo senza avere le potenzialità di trattamento che normalmente attribuiamo solo ai sieri, è il Gel di doppio acido ialuronico di Verdesativa (questo – http://bit.ly/2petPQv).
        La confezione è abbondante, il prezzo basso, e fornisce una super idratazione. Ecco che abbiamo una Essence europea da valutazione eccellente.” YESSSSSS!!
        Grazie!

        • Dorothy says:

          Fantastico!
          Confermo assolutamente che, per come sono formulate molte essence coreane in confezione medio-grossa, il gel doppio acido ialuronico di Verdesativa è un ottimo sostituto.
          Buona serata e grazie a te!
          Dorothy

  5. Alice Haendel says:

    Finalmente un pò di chiarezza!!! Ma dopo aver letto tutto (e prima di rileggerlo, cosa che farò senz’altro) mi chiedo: cos’è una mist? Un tonico idratante, o un siero più leggero?

    • Dorothy says:

      Ciao Alice,
      Ti ringrazio per esserti fermata a leggere questo papiro!
      Le mist non sono nè veri tonici, nè lontanamente parenti dei sieri: sono acque (termali, distillate, ma anche banali idrolati vegetali) con pochissima o nulla fase umettante, per cui molto poco indicate per trattenere idratazione sulla pelle, da utilizzare per rinfrescare il viso durante il giorno con la comoda nebulizzazione, oppure per inumidire la pelle prima dell’applicazione di un olio o di una crema troppo corposa.
      Non sostituiscono il tonico idratante, ma il tonico idratante, opportunamente travasato in una boccetta spray, può sostituire una mist.
      A presto!
      Dorothy

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