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PAULA’S CHOICE – Clinical 1% Retinol treatment – OPINIONE E INCI | cINCIschiando

Clinical 1% Retinol treatment Paula’s Choice- caratteristiche

  • Cos’è – trattamento fluido antiage
  • Cosa promette – riduce rughe e linee sottili, riduce le iperpigmentazioni, migliora elasticità e turgore
  • Prezzo / quantità – circa 60 euro per 30 ml
  • Dove si acquista – online qui e qui
  • OpinionePromosso

Analisi inci / ingredienti

inci-paula's-choice-clinical-1-retinol-treatment-opinioni-recensioneL’inci di questo trattamento al retinolo Paula’s Choice mostra una formula NON ecosostenibile e poco dermoaffine.
La base di questa emulsione è un mix di acqua e dimethicone: quest’ultimo appartiene alla famiglia dei siliconi e rientra tra quelli dalla consistenza più pesante, essendo caratterizzato da una discreta capacità filmante e dalla  texture unta ma non nutriente.
In un’emulsione fluida come il Clinical 1% Retinol treatment, la percentuale di dimethicone non dovrebbe dare problemi né di occlusività, né in termini di assorbimento degli attivi in formula, ma certamente la sua presenza non apporta alcun beneficio alla pelle.
L’INCI migliora leggermente con la presenza di umettanti che contribuiscano all’idratazione cutanea, ma prosegue con emollienti sintetici non eco-compatibili, ulteriori siliconi, ed emulsionanti di varia natura, tra cui spiccano gli etossilati (PEG), che possono aumentare la permeabilità cutanea favorendo l’assorbimento del retinolo, ma al contempo rappresentano un problema per il possibile rilascio di diossano.

L’unico modo in cui un disastro iniziale del genere possa raggiungere una valutazione sufficiente è attraverso una selezione di attivi con funzionalità di livello eccezionale.
In questo senso, le aspettative non vengono disattese. La formula comprende:
Vitamina C esterificata (tetrahexadecyl ascorbate), antiossidante
Retinolo 1%, ad attività riparatrice sui danni al DNA cellulare, sia fotoindotti che fisiologici, ed in grado di ripristinare elasticità, spessore e compattezza cutanea.
Ceramidi, sostanze naturalmente presenti tra i principali componenti dei lipidi epidermici, indispensabili per la corretta funzionalità della barriera cutanea, spesso messe alla prova dai trattamenti a base di vitamina A

L’approccio tecnologico e avanguardistico di questo INCI è di livello eccellente, infatti non mancano nemmeno i peptidi funzionali ultima generazione:
Matrixyl 3000 (palmitoyl tetrapeptide-7, palmitoyl tripeptide-1), che agisce contro la produzione di interleuchina-6, molecola specificamente coinvolta nella degradazione della matrice cutanea, mentre stimola la sintesi di maggiore matrice extracellulare, che conferisce al derma spessore e turgidità.
Biopeptide EL (palmitoyl hexapeptide-12), che dovrebbe stimolare il recupero dell’attività ottimale dei fibroblasti, le cellule-matrice del derma, migliorando il turgore cutaneo
Calmosensine (acetyl dipeptide-1 cetyl ester), un lipopeptide in grado di stimolare la produzione di molecole antidolorifiche attraverso le cellule nervose cutanee, riuscendo così a diminuire istantaneamente qualsiasi tipo di irritazione cutanea. La sua azione rilassante sulla muscolatura aiuta a contrastare la formazione delle rughe d’espressione.

Sul fronte lenitivo, utilissimo quando si utilizzano dei retinoidi sulla pelle, il Clinical 1% retinol treatment di Paula’s Choice si affida anche ad ulteriori attivi in grado di contrastare il potenziale irritante della formula: allantoina, estratto di avena (Avena sativa), acido glicirretinico e liquirizia (Glycyrrhiza Glabra), ad azione antinfiammatoria.

Il resto dell’INCI non contiene ulteriori molecole di particolare rilievo.
Trattandosi di una formula palesemente non ecobiologica, è ovvio che i vari ingredienti tecnici (conservanti, texturizzanti, stabilizzanti, ecc) siano sintetici, ma bisogna riconoscere l’assenza di molecole particolarmente problematiche sul fronte allergico: non incontriamo allergeni, né altri sensibilizzanti. Il sistema conservante è potente e sicuro.

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Commento

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Considerato il prezzo, non esattamente accessibile, la scarsa eco-dermo-compatibilità della formula e la crescente disponibilità sul mercato di trattamenti a base di retinoidi (vitamina A) con costi più bassi, è difficile pensare che il Clinical 1% retinol treatment di Paula’s Choice avrebbe potuto superare la sufficienza.

Nel caso del Clinical 1% retinol treatment, tutto giustifica una meritata promozione: dal flacone pensato per la massima protezione contro aria e luce, che con troppa facilità rovinano un funzionale delicato come il retinolo, fino alla complessità della formula, che tiene conto non solo dell’obiettivo antiage orientato al pieno recupero dei tessuti cutanei, ma anche delle possibili necessità collaterali, quali attivi calmanti e peptidi per stimolare la risposta positiva della pelle.

La formula non sostenibile a livello ambientale è l’unica cosa che toglie al Clinical 1% retinol treatment di Paula’s Choice la possibilità di raggiungere ufficialmente l’eccellenza, perché in questi anni la diffusione della consapevolezza ecologica anche in campo cosmetico sta raggiungendo standard sempre più elevati (soprattutto in Europa), con riconoscimenti legali e continui miglioramenti, non solo a livello formulativo, ma anche nel modello produttivo.
In questo caso, alcuni tra gli ingredienti non ecologici giustificano la propria presenza nella volontà di creare un sistema che permetta contemporaneamente il rilascio controllato del retinolo e degli altri funzionali, ispirato ai farmaci topici, e un buon livello di assorbimento cutaneo, attraverso la presenza di una quota lipofila leggermente solvente data dai PEG.

Ovviamente, questo rende il Clinical 1% retinol treatment di Paula’s Choice un cosmetico su cui è bene non avventarsi con leggerezza.
NON va bene per chi non ha mai utilizzato retinoidi, perchè è necessario abituare la pelle per gradi, e condivido totalmente il consiglio dell’azienda di partire con applicazioni distanziate, eventualmente dimezzando e diluendo la dose di trattamento con una crema neutra.
NON è il trattamento che fa per te se non hai la costanza di applicare regolarmente e correttamente una protezione solare al mattino, perché i retinoidi di questo livello, per agire correttamente, provocano un rinnovamento cutaneo che diminuisce temporaneamente la resistenza cutanea alla fotoesposizione.

La texture del Clinical1% retinol treatment di Paula’s Choice è quella di un’emulsione molto leggera, a metà strada tra una crema e un siero, assolutamente non nutriente, per quanto l’azienda consigli questa formula alle pelli normali e secche.
Prima dell’applicazione di questo trattamento, la pelle va idratata alla perfezione, con un tonico delicato, non alcolico, e possibilmente con un siero idratante.
Dopo l’applicazione del retinol treatment, una volta che questo è stato assorbito, è sempre bene concludere la routine con una crema nutriente, che dia supporto alla barriera cutanea (ad esempio ceramidi, fosfolipidi e burri vegetali sono i benvenuti) e che magari aggiunga un tocco antinfiammatorio alla skincare serale.

  • Rispetta il claim dell’azienda?La formula ha tutte le carte in regola per rispettare le promesse fatte dall’azienda
  • Ecosostenibile / dermocompatibile? No, contiene ingredienti potenzialmente inquinanti e non dermoaffini
  • Certificato ecobio / cosmetico biologico? No.
  • Vegan? Nessun ingrediente è di diretta derivazione animale
  • Per cute sensibile? La formula non contiene irritanti inutili, ma è per sua natura aggressiva.

Dorothy Danielle

I post pubblicati nella rubrica cINCIschiando NON sono recensioni d’uso ma analisi richieste dai lettori, che mandano l’INCI di un prodotto cosmetico di loro interesse affinché sia commentato. Ottieni la tua analisi INCI in cINCIschiando cliccando qui.
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4 pensieri su “PAULA’S CHOICE – Clinical 1% Retinol treatment – OPINIONE E INCI | cINCIschiando

  1. Maria Iannaccone says:

    HO posto L’osservazione sul retinoide, perché tu raccomandi sempre, almeno per quanto riguarda la sua forma farmaceutica, la prescrizione medica.
    Vero è, che poni anche l’accento tra la forma farmaceutica di determinati attivi, e la forma utilizzata nella cosmetica non farmaceutica.
    Per quanto riguarda la candeggina ed altre sostanze Più o meno tossiche, hai perfettamente ragione, la mia scelta Infatti è di non usare assolutamente queste sostanze per pulire casa, me ne tengo ben lontana, preferendo sgrassatori più ecocompatibili, oli essenziali e aceto e bicarbonato, ove possibile. Dico sempre, che per me la fabbrica della candeggina può tranquillamente chiudere, con tutto il rispetto dei lavoratori, Ma è una sostanza talmente irritante già solo nei suoi vapori, almeno per quanto mi riguarda, che io da casa mia la bandisco. Gli altri, liberissimi di utilizzarla.

    • Dorothy says:

      Buongiorno Maria,
      Hai fatto benissimo a porre i tuoi dubbi, ci mancherebbe.
      Vorrei comunque sottolineare nuovamente che il funzionale utilizzato in questo prodotto NON è l’attivo farmaceutico acido trans-retinoico, ma semplice retinolo di libera vendita in cosmesi.
      Nell’articolo scrivo, probabilmente in modo poco chiaro, che questo prodotto si ispira ai farmaci topici SOLO per quanto concerne il sistema di rilascio controllato creato attraverso gli eccipienti di sintesi (le sostanze “di contorno”, come gli emulsionanti), che comunque NON sono gli stessi dei farmaci (anche se potrebbero, non è vietato) e che migliorano l’assorbimento cutaneo.
      Buon proseguimento
      Dorothy

  2. MariaElena says:

    Gentilissima dorothy, Tu sai quanto io e i retinoidi siamo intimamente legati (ho dovuto assorbire l’isotretinoina dall’interno in un lungo ciclo curativo, chiaramente somministrata dietro consulto e monitorazione medica specializzata). Resto Tuttavia perplessa dalla qualità e quantità di molecole sintetiche scelte in questa formula; come giustamente osservi tu, la cosmesi si è talmente voluta negli ultimi anni, da rendere possibile e, credo, opzionabile, molecole più naturali di supporto e di contorno adatti ad attivi tanto mirati per determinate esigenze di pelle.
    se airol non dovrebbe essere venduto senza prescrizione medica, come sempre raccomandi tu, non sono sicura che un cosmetico come questo possa essere venduto liberamente, viste le raccomandazioni Aziendali e quelle che hai aggiunto tu. Io potrei pensare di usarlo, ma chi dice che non possa danneggiarmi in buona fede con l’auto prescrizione?
    mi metto nei panni di un consumatore con le mie stesse problematiche, Anche se la mia scelta nella realtà è ben diversa, perché non propenderei per questo tipo di cosmetico ricco di siliconi ed etossilati petroliferi. Peccato, perché la tua analisi evidenzia una serie di attivi davvero molto, molto interessanti, e tutti insieme in una crema, non è che li abbia incontrati tanto facilmente.
    Grazie per la recensione.

    • Dorothy says:

      Salve MariaElena,
      A livello legale non c’è problema alcuno sulla commerciabilità di questo prodotto, peraltro l’azienda assolve alla perfezione i suoi doveri di informare il consumatore al meglio su come utilizzare il trattamento in questione, con una serie di informazioni che ritengo esaustive affinchè nessuno possa danneggiarsi in alcun modo.
      Poi è ovvio che se chi utilizza questo prodotto, ai primi segni di irritazione, non cala nè la dose nè la frequenza d’uso e si procura una dermatite da retinoidi (peraltro risolvibilissima, spavento a parte), credo che il problema sia nella scarsa attenzione verso sè stessi.
      Ritengo assodato che la cosmesi funzionale non sia per tutti, ma considerato che abbiamo interi scaffali di supermercato pieni di sostanze quali candeggina e acido muriatico in libera vendita, per i quali ci si aspetta che sia il consumatore ad auto-tutelarsi adoperandoli nel modo corretto, credo che anche in cosmesi sia giusto trattare i consumatori da adulti pensanti, visto che le molecole cosmetiche sono estremamente regolate e difficilmente dannose come altre che usiamo quotidianamente.
      Salvo ridimensionamenti europei (possibili in futuro) sulla percentuale di retinolo utilizzabile in cosmesi, l’utilizzo della vitamina A resta un sacro graal di una skincare funzionale antiage, per questo i trattamenti a base di retinoidi fanno parte di quei pochi prodotti talmente funzionali da meritare ogni concessione in termini di sintetico ponderato e utile: se questi fossero gli unici prodotti di sintesi in ogni routine cosmetica umana, il problema della sostenibilità ambientale nella produzione e nello smaltimento dei prodotti di questa industria sarebbe risolto.
      Buon proseguimento!
      Dorothy

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